• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

SE CE L'HO FATTA IO

Sogni. Ci provi. Ti piace. Ripeti.

  • L’idea
  • Chi sono
  • Viaggi
    • In bici
    • A piedi
    • Come capita
  • Progetti
  • Storie
  • Attrezzatura
  • Podcast
  • Libri & guide
    • “In bicicletta. L’Europa a due ruote” – National Geographic/White Star Editore
    • “La Via Francigena svizzera” – Morellini Editore
    • “Via Francigena for dummies” – Hoepli Editore
    • “Se ce l’ho fatta io” – Ultra Sport Editore
  • Parlano di noi
  • Contatti
You are here: Home / Viaggi / Terre di confine (arrivederci, Cechia!)

Terre di confine (arrivederci, Cechia!)

24 maggio 2025 By Monica Nanetti


Se prendete una mappa della Cechia e ne scorrete i confini da sinistra a destra, nella parte meridionale, vi accorgerete che a un certo punto all’altezza della cittadina di Breclav la linea di frontiera fa uno strano scarto e punta verso sud per una ventina di chilometri, disegnando un triangolo a punta in giù che sembra non avere alcun senso: nessun paese, nessuna città, nessuna strada di collegamento. In pratica, un angolino remoto e privo, sulla carta, di qualsiasi attrattiva.

È qui che mi trovo in questa ultima giornata del mio cicloviaggio in Cechia, nella regione della Moravia Meridionale, lungo il percorso che un tempo rappresentava il confine blindato tra la Cecoslovacchia e l’Europa Occidentale e che oggi è parte del tracciato della ciclovia transnazionale Eurovelo 13 “della Cortina di Ferro”.

Un viaggio, il mio, che in realtà è iniziato due anni fa, quando avevo percorso la prima parte dell’itinerario, quella più a ovest, che inizia in un punto chiamato “dei tre confini” perché vi convergevano le frontiere di quelle che all’epoca erano la Germania Est, la Germania Ovest e la Cecoslovacchia (se la cosa vi interessa trovate il racconto del 2023 qui e nei post successivi).

È questo – insieme alle indicazioni di Vìtek, la mia ottima guida locale – ad avermi portato qui: il desiderio di percorrere il tracciato della ex Cortina di Ferro puntigliosamente, anche nel caso in cui il tracciato dell’Eurovelo se ne discosta per questioni di viabilità e, come in questo caso, punta decisamente in Austria.

Perché qui, in questa che qualche decennio fa era una terra di nessuno alla confluenza di due fiumi (il Thaya/Dyje e la Morava, sopra i quali non esistono ponti se non a molti chilometri di distanza), si trova un altro “triplo confine”, in questo caso tra Cechia, Austria e Slovacchia, che in qualche modo conclude simbolicamente il mio percorso in terra ceca.

Simboli a parte, confesso però che non avevo grandi aspettative per questa remota e sconosciuta propaggine. Invece, come a volte succede, le cose che non consideri molto rilevanti ti sorprendono favorevolmente, rivelandosi assai migliori del previsto. Questo breve percorso (poco più di 40 km tra avanti e indietro, completamente pianeggianti) è una vera meraviglia naturalistica, all’interno di una riserva protetta che non a caso è in predicato per diventare parco nazionale.

Ci sono grandi praterie di erba alta, ci sono fitti boschi verdissimi, c’è una manutenzione attenta ma anche rispettosa di modi e cicli della natura, che fa sì che i vecchi alberi ormai privi di vita vengano lasciati a disgregarsi spontaneamente, aiutando l’ecosistema e al tempo stesso creando contorte sculture di grande effetto. E dato che anche questa è una ex proprietà dei Liechtenstein (di cui raccontavo ieri), nel bel mezzo di questo scenario selvaggio c’è anche un sontuoso ed elegante edificio-castello, perfettamente restaurato e dal fascino di altri tempi. Se a questo si aggiunge che l’intera area è chiusa al traffico automobilistico ed è attraversata da una quantità di stradine asfaltate e di percorsi sterrati, che diventano suggestive passerelle in legno sopraelevate con l’avvicinarsi alla riva dei fiumi, si capisce facilmente come anche questa sia una zona perfetta da visitare in bicicletta, e ideale anche per principianti e bambini.

Bene, direi che per questa volta possiamo chiuderla qui e tornarcene a casa. Non prima, però, di aver tirato rapidamente le somme della Cechia come destinazione per una vacanza in bici. Che è, confermo, un’ottima idea per una quantità di motivi: luoghi belli, vari e interessanti; prezzi ragionevoli; poco affollamento (se si ha l’accortezza di evitare il centro di Praga nei periodi di punta); una capillare rete di ciclabili ben segnalate; un generale rispetto per i ciclisti anche sulle strade carrozzabili e all’interno delle città, che noi in Italia ci sogniamo. E che conferma, una volta di più, quanto la nostra mentalità sia indietro in materia di mobilità e quanto sia destinata a diventare sempre più troglodita, con il rapido progredire di altre nazioni anche prive di una particolare tradizione su questi temi.

Meno male che abbiamo in prospettiva un bel ponte sullo Stretto, a dimostrazione della nostra ampiezza di vedute…

Ciao, mi mancherai.
(Birra in ceco si dice “pivo”; una parola che vale la pena di imparare immediatamente)

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Cechia

Primary Sidebar

Iscriviti alla mia newsletter

Categorie

  • Progetti
  • Storie
  • Viaggi
    • A piedi
    • Come capita
    • In bici

Seguimi

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Sponsor

Cerca

Se ce l'ho fatta io - un progetto di Monica Nanetti - Privacy Policy