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SE CE L'HO FATTA IO

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Sono un po’ stanchina

24 agosto 2020 By Monica Nanetti

Direi che le parole di Forrest Gump calzano a pennello. Anzi no: “stanchina” non è esattamente il termine giusto. Stanca morta rende decisamente di più l’idea.

D’altro canto, non posso che incolpare me stessa e le mie scarse capacità aritmetiche: devo aver sbagliato qualcosa nei conteggi, e il risultato sono 110 km di percorso. Un po’ troppi, per me: sono arrivata a Vercelli che ormai mi trascinavo sui gomiti.

Piazza Gino Valle è un luogo di Milano che non conoscevo e che ha un fascino “lunare”

Per fortuna il meteo è stato clemente, nel senso che ha fatto caldo ma non caldissimo e per una parte della giornata c’è stata anche qualche provvidenziale nuvola a riparare dal solleone.

Quanto al resto, questa mia prima esperienza sulla parte di AIDA a ovest di Milano mi è sembrata molto positiva: il tracciato è abbastanza sicuro (sono davvero pochi i km su strade un po’ trafficate) e i luoghi che si attraversano sono spesso interessanti e talvolta addirittura sorprendenti. Di adesivi segnavia non ne ho visto neanche uno, ma questo può dipendere – oltre che dalla mia distrazione – dal fatto che sto percorrendo l’AIDA “al contrario” rispetto all’idea-base di direzione est-ovest; comunque, un cellulare con la traccia gpx è stato più che sufficiente per orientarsi senza problemi.

Molta parte del percorso di oggi si è snodato lungo il Canale Villoresi, che di cose belle ne ha parecchie. Una per tutte – a parte il verde straordinario e leprotti e scoiattoli che ti sgattaiolano tra le ruote – è la Villa Litta di Lainate con relativo parco. Peccato che in questo momento è in ristrutturazione (mica me li becco solo io, i ponteggi…) ma è comunque spettacolare.

Non ho la forza per raccontarvi i piacevoli incontri della giornata, ultimi dei quali quelli con i miei compagni dell’Ostello “Hospitale Sancti Eusebi” dove dormo stanotte: una bella e accogliente struttura e, come al solito, molte persone con storie e idee interessanti. L’unica cosa che mi dispiace è non essere riuscita neppure a fare quattro passi in piazza Cavour, che ricordo come molto bella. Ma non per la distanza (l’ostello è in pieno centro): a sconsigliare vigorosamente la mia passeggiatina sono state le zanzare, che in questo periodo calano in sciami spaventosi e ti succhiano tutto il sangue che hai. Una cosa che non avevo sperimentato tre anni fa (era maggio, però) ma che ha veramente dimensioni incredibili.

Vabbè, per stanotte me la dormo protetta da onnipresenti zanzariere. Domani si vedrà: la prossima tappa, lungo la Via Francigena, dovrebbe essere un po’ più breve… ma non meno faticosa, temo.

Il centro di Novara. Da lì a Vercelli c’è una strada bellissima, “a priorità ciclisti”. Peccato che a me sia sembrata lunga 400 km

Restano però un paio di considerazioni sempre valide: la prima, che questo modo di viaggiare è straordinario, stimolante, divertente come nessun altro; la seconda, che non è proprio il caso di farsi frenare dalla paura di “partire da sole”, perché le persone da incontrare lungo la strada non mancano mai, e sono in genere molto interessanti.

A domani!!

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: #aida, Via Francigena

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