La prima è che il viaggio mi manca, e che alla fine, per quanto mi riguarda, non c’è niente di così divertente, interessante e stimolante quanto trovarsi in un luogo che non si è mai visto prima.
Un’incertezza su cui si innesta il terzo, spiacevole elemento, probabilmente frutto anche dell’avanzare dell’età: una certa pigrizia mentale, una vischiosità che rende più difficile fare le cose che si sono sempre fatte, solo perché per qualche tempo si è smesso.
L’itinerario prevede di seguire il tracciato dell’AIDA da Milano a Vercelli, poi di piegare verso sud-est lungo la Via Francigena, passando da Pavia e arrivando fino a Corte Sant’Andrea, sul Po, per poi rientrare a Milano attraverso il “Cammino dei Monaci”, percorso di cui avevo sentito parlare e che porta dalla campagna fino in pieno centro città su sentieri e stradine secondarie.
Magari invece sarà lo stesso una faticaccia. Vedremo.