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Le prime salite (Francigena giorno 5)

12 maggio 2024 By Monica Nanetti

Per uno strano meccanismo, c’è sempre qualcosa in questo viaggio che rende le nostre giornate più intense di quanto inizialmente preventivato: una volta la pioggia, un’altra le interruzioni e i conseguenti cambi di percorso… in questo caso (tratta Piacenza – Fornovo, km non pervenuti perché come al solito ho fatto casino con il navigatore ma diciamo circa 85) a farci arrivare a destinazione abbastanza trafelati è stata la posizione del b&b dove dormiamo. Che è, sì, a “soli due km e mezzo”da Fornovo; peccato che quei 2,5 km siano praticamente in verticale, tanto che li ho percorsi quasi tutti spingendo la bici a mano ed evocando conoscenze agiografiche che ignoravo persino di avere .

C’è da dire, d’altra parte, che ci sono anche aspetti positivi. Il primo è che se capisco bene dalla cartina, non è tutto dislivello sprecato perché con qualche arzigogolo riusciremo a congiungerci alla tappa del giorno successivo qualche km più avanti; e trattandosi della tappa che prevede la salita al passo della Cisa, ogni metro è prezioso. Il secondo è che ci troviamo in un autentico paradiso: una grande, moderna e attrezzatissima casa (“Cammino nel verde”, se vi trovate in zona) circondata da un grande giardino, affacciata in posizione panoramica sulla valle del Taro, con sdraio dove rilassarsi sotto il patio; viene voglia di rimandare la partenza e rimanerci un po’ di giorni.

Questa è stata anche la tappa del “giro di boa” dal punto di vista paesaggistico: all’inizio – e dopo un’uscita da Piacenza non particolarmente affascinante comprendente la periferia industriale e alcuni km di Via Emilia – si è ancora immersi negli ampi orizzonti della pianura padana con i suoi grandi campi coltivati, le sue tranquille cittadine, i gioielli d’arte nascosti tra la campagna (l’abbazia di Chiaravalle della Colomba, per dirne una, oppure il duomo di Fidenza all’ombra del quale abbiamo pranzato, proprio sotto un antico bassorilievo che raffigura i pellegrini medievali in cammino lungo la Via Francigena).

Proprio poco dopo Fidenza, improvvisamente, le cose cambiano e iniziano le prime salite: e non salitelle da poco, ma lunghi tratti che ti portano in breve dentro un paesaggio collinare completamente diverso, in cui – una volta recuperato il fiato e snebbiata la vista – ti godi il panorama della pianura dall’alto e delle altre colline che ti circondano; il tutto in una continua esplosione di papaveri che spuntano ovunque, invadono i prati, i bordi delle strade, i terrapieni della ferrovia creando delle macchie di un rosso così particolare e squillante da lasciarti ogni volta senza fiato.

Ci sarebbe altro da raccontare, certo. Ma adesso devo andare, perché mi aspetta un’altra cosa destinata a lasciarmi di sicuro senza fiato: il passo della Cisa con i suoi 1000 e più metri di dislivello. Vedremo come va; certo, pensare che meno di una settimana fa eravamo ad Aosta con la neve a poche centinaia di metri sopra di noi è già di per sé una soddisfazione. Alla prossima!

Vane speranze di catturare l’autore boreale

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Francigena7+, Via Francigena

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