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SE CE L'HO FATTA IO

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La fase bagagli (e i rischi degli acronimi)

16 giugno 2021 By Monica Nanetti

Quello del fare il bagaglio è un momento che suscita reazioni opposte: alcuni iniziano a pianificare, valutare ed elencare con mesi di anticipo (per esempio Geo), altri rimandano la questione fino all’ultimo momento per poi affannarsi alla bell’e meglio cercando di non dimenticare l’essenziale (per esempio io). Un comportamento tanto più marcato quando, come in questo caso, il bagaglio è un fattore-chiave, perché te lo devi portare tutto sulle spalle.

Geo è ormai lanciatissimo nel suo ruolo di primo della classe: ha iniziato a scrivere molestando uno dei grandi guru dei cammini italiani in cerca di consigli, ed è finita che dopo qualche settimana di scambi i due sono diventati amiconi, e l’esperto ha definito quello di Geo “il migliore foglio Excel per escursionista che abbia mai visto”. Noialtri tre ci mandiamo invece whatsapp dubbiosi su argomenti che, se intercettati, suonerebbero quantomeno equivoci: la vaselina per i capezzoli di Franz, lo spray repellente, gel e pomate varie per piedi affaticati. Per quanto mi riguarda, mi affido alla buona sorte: intanto ho recuperato una scorta di noci e albicocche secche. E poi, chi vivrà, vedrà.

Al momento, però, il premio per la situazione demenziale spetta senza dubbio a Paola, che è ancora alle prese con una laringite gigantesca. Quella che segue è quindi una ricostruzione (peraltro piuttosto verosimile) dei fatti, sulla base delle poche informazioni che è stata in grado di raccontarmi ansimando al telefono con voce strozzata. Ci tengo comunque a sottolineare che la vicenda, per quanto folle, è assolutamente reale.
Scena: ufficio elegante. Paola accoglie una cliente americana, parlante italiano in stile Dan Peterson. La riunione si svolge senza particolari problemi nonostante la voce cavernosa di Paola, fino al momento dei convenevoli di chiusura.
Paola: Ah, volevo avvisarti che la prossima settimana non ci sarò, perché parto.
Cliente: Un po’ di vacanza?
P.: Sì, insomma, vacanza per modo di dire… una cosa un po’ strana… e pure faticosa, in realtà…
C.: Cosa vai a fare di bello?
P.: Ma sai, era da un pezzo che volevamo partire per il nostro “FTM”, che sarebbe poi…
C.: Caspita… FTM????
P.: Sì, che poi significa “Fuori Te….”
C.: Sì, sì, certo, non stare a spiegare, capisco cosa significa. Certo, una bella decisione, eh?
P. (sempre più perplessa che il nostro rituale “Fuori Tempo Massimo” sia conosciuto anche al di fuori della ristretta cerchia di amici): Beh, sì, ma era da tanto che avevo voglia di fare una cosa del genere… avevamo anche già organizzato quasi tutto, ma poi c’è stato il lockdown…
C.: Eh, capisco benissimo… D’altronde se una persona si sente di farlo, penso sia davvero un desiderio insopprimibile.
P.: Beh, insopprimibile… sì, diciamo che ne ho molta voglia. In effetti in questo periodo mi trovo in una situazione talmente pesante che non vedo l’ora di partire e lasciarmi tutto alle spalle.
C.: Ma era da tanto che lo avevi deciso?
P.: Abbastanza: sono già parecchi mesi che se ne parla.
C. (a sua volta stupita): MESI?? Pensavo fosse un processo molto più lungo… Ma la preparazione quanto tempo ti ha richiesto?
P.: Preparazione… diciamo che mi sono preoccupata di sistemare il fisico almeno il minimo indispensabile… poi per il resto spero di cavarmela…
C. (vagamente sconvolta): Ma ci hai pensato davvero bene? Guarda che per tutto l’organismo è una prova pesantissima… i medici cosa dicono? Sei almeno seguita anche dal punto di vista psicologico??
P. (ridendo, ma ormai convinta che l’americana sia matta): Beh, non esageriamo… non credo che ci sia bisogno di medici e di psicologi…
C. (pure preoccupata): Ma come no, scusa??? Ma sei impazzita? E dove vai a fare un’operazione del genere, senza un minimo di assistenza??
P.: Ma dai, alla fine sono 120 chilometri in tutto… a piedi, da Bologna a Firenze. È un cammino famosissimo, in Italia, la Via degli Dei…
C.: Come, cammino? E l’operazione?
P.: Operazione? Quale operazione?
C.: Quella di cambio di sesso…
P.: CAMBIO DI CHE??
C.: Ma sì, FTM, Female to Male, da femmina a maschio… non vai a operarti per completare il percorso? Cosa c’entra il cammino? O forse preferisci chiamarlo così?
SIPARIO
Ok, per ora direi che è tutto. E non siamo ancora neanche partiti. Da domani si inizia a fare sul serio. Anche se nel nostro caso “fare sul serio” è evidentemente un concetto molto relativo.

Filed Under: A piedi, Viaggi Tagged With: #ftm, #fuoritempomassimo, #viadeglidei

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