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SE CE L'HO FATTA IO

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Progetti, programmi e la voglia di farli (la Via degli Dei)

26 maggio 2021 By Monica Nanetti

Per scaramanzia, volevo aspettare almeno la mia prima dose di vaccinazione per scrivere questo post. Ma alla fine – per una serie di complicazioni sulla mia situazione sanitaria che non starò qui a dettagliare – mi sono infilata in un labirinto di rinvii e accertamenti che stanno ritardando di settimane la tanto agognata iniezione; e confesso che è forse dai tempi di Babbo Natale che non attendevo qualcosa con tanta impazienza e desiderio.

Comunque, incrociando le dita, dovrebbe essere ormai questione di pochissimo. E considero quindi arrivato il momento di parlare dei progetti per il futuro, di cui ogni tanto mi sento chiedere (“…allora? …prossimi viaggi? …cosa bolle in pentola??”).

Di progetti in cantiere ce n’è più di uno, e non mi pare quasi vero poter ricominciare a sognare e programmare partenze. Ve li racconterò uno alla volta, a cominciare da quello più imminente; che, lo ammetto, mi entusiasma e mi preoccupa in egual misura.

Dovete sapere che, qualche anno fa, insieme a tre vecchi amici – tutti discretamente “stagionati” – avevamo trascorso un weekend passato poi alla storia per la sua meravigliosa demenzialità: era stato battezzato “ Fuori Tempo Massimo” e tale era, in effetti. Un fine settimana in cui quattro ultracinquantenni si regalavano quel tipo di vacanza che si fa solo a 18 anni e poco oltre: campeggio scrauso a San Vincenzo, notti in tenda, falò e chitarra sulla spiaggia, gelati ai baracchini e altre icone giovanilistiche anni 80 assortite.

Una stupenda scemenza anacronistica che consiglio a chiunque. Talmente stupenda che era nata l’idea di ripetere il format “Fuori Tempo Massimo” con altre iniziative altrettanto improbabili. Lo scorso anno era in programma una lunga gita ciclo-gastronomica, sospesa (ma non accantonata) causa pandemia.

Quest’anno, si rilancia: se tutto va bene (ormai mi sto abituando a mettere una forma dubitativa ovunque) tra meno di un mese si parte a piedi, zaino in spalla. Destinazione la Via degli Dei, che tra tutti i cammini è probabilmente quello più da “gggiovani”.

Per chi non lo sapesse, la Via degli Dei è un cammino (lo si può fare anche in MTB, ma lì è certo che, date le salite e le difficoltà dei single track, morirei alla prima tappa) che in 120 km collega Bologna a Firenze, scavalcando l’Appennino al Passo della Futa. Conosco buona parte di quei posti, perché mio padre era originario proprio di quella zona e ci ho passato molte delle mie vacanze d’infanzia: si tratta di un percorso splendido, in luoghi parecchio remoti e impervi. In soldoni: ci sono un sacco di salite e le possibilità di prendere un autobus sono decisamente ridotte.

Come al solito, i bei paesi in cima ai colli stanno alla fine di lunghe salite. Questa cosa deve finire.

Passato l’entusiasmo della decisione iniziale (“FACCIAMOLO!!! Che saranno mai 120 km di montagna?? Abbiamo tre mesi per metterci in forma!!!) sia a me che ai miei compagni di avventura inizia a sorgere qualche preoccupazione e qualche dubbio sulle nostre capacità. E ognuno reagisce con il suo stile, cercando di prepararsi, se non al meglio, almeno per limitare i danni. Vi presenterò meglio, nei prossimi post, i miei “soci”, ma vi basti per ora questa breve sintesi:

  • Geo: ingegnere, neopensionato e mente scientifica, è quello dispone di più tempo libero e che si sta davvero preparando sistematicamente. Stila elenchi di attrezzatura, pesa lo zaino, esce ogni giorno per uscite calibrate che simulano le condizioni del viaggio (il suo cane lo odia, ormai). Contiamo su di lui perché in caso di necessità si spinga fino al primo paese per chiedere soccorsi.
  • Paola: freschissima bi-nonna (nel senso che è appena nata la sua seconda nipotina) da ex-sportiva si trova a fare i conti con un lavoro e una famiglia composita e impegnativa, che spazia su quattro generazioni e le lascia ben poco tempo a disposizione per camminare. Non le toglie però l’ottimismo, né la capacità di “arrotondare” (mentendo pure a se stessa): sostiene di riuscire ad allenarsi camminando per una decina di km al giorno, e quando le ho chiesto come fa/dove va/dove trova il tempo la risposta è stata “mah, quà e là, parcheggio la macchina più lontano quando vado in ufficio…”. Ora, ho fatto una rapida botta di conti: per parcheggiare la macchina a 5 km dal suo ufficio (calcolando andata e ritorno) dovrebbe come minimo non muoverla dal garage. Qualcosa non mi torna, ma non sarò certo io a toglierle l’illusione di essere adeguatamente preparata a quello che ci aspetta.
  • Franz: con i suoi 57 anni è la “mascotte” del gruppo. Vive in montagna, ma questo non significa che, negli ultimi tempi, abbia avuto modo di muoversi granché per una complessa varietà di motivi. La sua impeccabile strategia prevede quindi di concentrarsi sui collaterali: “Dato che ho 10 chili in più rispetto al mio peso forma – mi ha spiegato – ho deciso che mi metto a dieta: così, per lo meno, il risultato sarà come camminare senza il carico dello zaino”. Non so quanto questa teoria sia sufficiente per affrontare la traversata dell’Appennino, ma lo scopriremo ben presto.
  • E poi ci sono io, che non ho tempo per fare nulla, mai, e sprofondo in perenni ritardi: nel lavoro, nelle telefonate agli amici, nell’innaffiare il balcone, nel sistemare casa. All’opposto esatto di Paola, che (in modo sicuramente più sano) “spalma” le sue brevi camminate su ogni giorno, io invece non faccio nulla, salvo di tanto in tanto cadere nel panico e partire per marce forzate alle quali sono palesemente impreparata. Sabato scorso, in Monferrato, ho scarpinato di buon passo per 16 km di saliscendi; in parte perché volevo farlo, in parte perché mi ero persa e ho allungato il percorso più del previsto, ma il risultato è stato che ora di sera letteralmente guaivo dalla stanchezza. Comunque il panorama era bellissimo, e questo almeno è servito da incoraggiamento.

Vabbè, un po’ di incognite rendono i progetti più stuzzicanti. La partenza è fissata per il 17 giugno (covid e vaccinazioni permettendo). Avremo modo di riparlarne, come pure di raccontare anche gli altri progetti per l’estate, che stanno sbucando come funghi e che sono uno più bello dell’altro.

Per il momento è tutto: vado a fare il giro dell’isolato, sperando almeno di tacitarmi la coscienza.

Filed Under: A piedi, Viaggi Tagged With: #ftm, #fuoritempomassimo, #viadeglidei

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