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SE CE L'HO FATTA IO

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Imprevisti del fiume (Francigena giorno 4)

11 maggio 2024 By Monica Nanetti

Eccoci in Emilia. Verso le sei del pomeriggio abbiamo superato il ponte sul Po, gonfio delle piogge degli ultimi giorni (per chi se lo chiedesse: c’è una ciclabile ottimamente protetta e non ci sono problemi nè pericoli), e siamo entrati a Piacenza, quarta tappa del nostro viaggio alla volta di Roma lungo la Via Francigena.

Che, ne ricevo continue conferme, è cambiata moltissimo nei 7 anni dal mio primo viaggio.

Intanto nella segnaletica: gli adesivi “semiclandestini” bianco-rossi per camminatori e bianco-azzurri per ciclisti sono ancora un riferimento fondamentale, seppure danneggiati e scoloriti, ma sono anche affiancati da cartelli ufficiali, veri e propri segnali stradali di metallo, oltre che dalla scritta “comune sulla Via Francigena” che molti paesi sfoggiano orgogliosamente al loro accesso: ci sono ancora problemi di percorso (come vi racconto di seguito), ma di sicuro la situazione è ben diversa da quando chiedevamo indicazioni e ci guardavano come marziane.

È cambiata la presenza dei pellegrini, che già in questa pare, a molti km da Roma, si iniziano a incontrare sempre più spesso: in genere a piedi, ma talvolta alche in bici.

Ed è cambiata pure nella percezione delle persone del posto – ristoratori e albergatori – cui ho chiesto, e che mi hanno confermato che la presenza di pellegrini di ogni tip è ormai un fatto acquisito.

Venendo alla cronaca, quella di oggi doveva essere una tappa relativamente leggera: da Pavia a Piacenza, 75 km di pianura scorrevole, accompagnati anche da Pietro, nipote di Annita, che vive da queste parti e che ci ha fatto un po’ da guida.

In realtà i km sono diventati alla fine 90, giorni grazie soprattutto al fatto che a Pavia non si degnano di segnalare la percorribilità delle ciclabili. All’uscita della città, infatti, l’itinerario della Via Francigena si inoltra su una bellissima strada sterrata proprio sul bordo del Ticino, che prosegue per molti km prima di ricollegarsi alla provinciale. Dopo circa 5 km di questo tratto, però, c’è un piccolo ponte che permette di superare un fossato che si immette nel Po: e che era di fatto completamente sommerso e impraticabile (qualche centinaio di metri prima un runner che correva verso di noi ci aveva ansimato “il ponte è sotto”, ma noi ovviamente non avevamo capito molto… e comunque a quel punto non avrebbe fatto molta differenza). Morale: dietrofront e 10 km di vicolo cieco, che magari un cartello anche improvvisato a inizio strada ci avrebbe potuto facilmente evitare. Tanto più che, ripensandoci, questa situazione non è certo un’eccezione: ricordo che eravamo passati di qui – in direzione opposta – nel nostro viaggio del 2018 da Vienna a Milano, e già allora ci eravamo dovuti esibire in una traversata acrobatica in equilibrio su assi instabili. Insomma, non una novità o un autentico imprevisto: e visto che la Via è sempre più frequentata, forse con un minimo di attenzione si potrebbero evitare problemi di questo tipo.

Indecisi sul da farsi: guado o dietrofront?

Ma vabbè, ovviamente anche questo fa parte del viaggio. Come anche una dose di problemi tecnici, che una volta arrivati a Piacenza ci hanno costretti a percorrere avanti e indietro la città alla ricerca di un ciclomeccanico in grado di smontare la batteria della bici di Marco (l’unico di noi a pedalata assistita) che si era bloccata nel suo alloggiamento, e di sostituire la sella della bici di Giovanni che iniziava dargli notevoli problemi (speriamo che con questo nuovo modello il disagio si risolva).

Morale: una quindicina di km più del previsto, che nonostante una lunga pausa in una eccellente ristorante-pizzeria dello sperduto paese di Pieve Porto Marone (quelle piccole sorprese del percorso che ti rallegrano la giornata) hanno contato parecchio sui tempi e sulla stanchezza complessiva.

Comunque rieccoci qui, rimessi al mondo dopo una bella doccia (uno dei grandi piaceri della giornata!) e una dormita. A guardare con malcelata preoccupazione i rilievi dell’Appennino che si fanno sempre più vicini e a meravigliarci, senza confessarlo apertamente, di quanto cambiano le distanze quando ti muovi con la forza dei tuoi muscoli anziché di un motore.

Incontri on the road

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Francigena7+, Via Francigena

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