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SE CE L'HO FATTA IO

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Vita canadese

7 luglio 2018 By Monica Nanetti

Oggi non ho molto da raccontare, perché è stata soprattutto una giornata lavorativa: riunione con gli altri giornalisti e istruzioni su come seguire la gara, incontri con gli organizzatori e gli atleti, articolo da scrivere e così via.

Ne approfitto, quindi, per presentarvi alcuni dettagli di vita canadese che mi sono sembrati curiosi e interessanti (e magari anche utili, se vi venisse in mente di fare un giro da queste parti).

La prima cosa è che da queste parti il primo piano dei palazzi è come il binario 9 e 3/4 di Harry Potter: forse esiste, ma la gente normale non lo ha mai visto. Questo succede perché, come in tutto il Nordamerica, è il pianterreno a essere considerato “piano n.1”, e di conseguenza tutta la numerazione scivola in avanti: quello che per noi è il primo piano per loro è il secondo, e così via. Nel Canada francofono, però, non si limitano a questo: invece di chiamare il piano terra “piano 1” – che alla fine ti permette di capire il meccanismo – lo chiamano con il nome francese, tutt’altro che intuitivo, di rez-de-chaussée. Il risultato è che se chiedi indicazioni in un grande magazzino per comperare una scheda telefonica, ti senti dire “secondo piano” e ti ritrovi come una deficiente sul tetto dell’edificio, raggiunto imprecando attraverso una scaletta secondaria.

Altra notevole caratteristica canadese sono gli stop agli incroci. A parte che la linea d’arresto, rispettata religiosamente, è talmente arretrata rispetto all’incrocio stesso che ti servirebbe un periscopio per capire se puoi passare o no. Ma oltre a questo, la cosa buffa è che lo stop è piazzato su tutte e quattro le direzioni che convergono nell’incrocio: praticamente, ci si ferma tutti, e poi il primo che è arrivato è quello che ha il diritto di passare per primo… o almeno questo è quello che ho capito, anche se poi metterlo in pratica è un’altro paio di maniche. C’è di buono che il traffico è talmente scarso che, per sicurezza, faccio prima a far passare tutti gli altri, a volte anche gesticolando come un’ossessa.

E poi ci sono cose buffe e assolutamente peculiari: come la proprietaria dell’albergo che mi raccontava, con lo stesso tono nostalgico usato da noi per dire che non si vedono più le lucciole, che ormai da quelle parti gli scoiattoli volanti sono spariti, mentre quando era giovane capitava di vederne in quantità… scoiattoli volanti???

Nel frattempo la temperatura si è abbassata, fortunatamente: forse pure troppo, visto che siamo passati, nel giro di poche ore e dopo una notte di uragani, da 30 a 15 gradi. Anche questo, a quanto pare, è considerato piuttosto normale. Per gente abituata a passare l’inverno a meno venti, questi sono davvero dettagli trascurabili.

Filed Under: Come capita, Viaggi Tagged With: Canada

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