Ormai è tradizione: a tarda primavera di ogni anno si parte per “il viaggione” in bicicletta. Il 2017 è stato l’anno dell’esordio, con la Via Francigena da Aosta a Roma; nel 2018 “Dalla Sacher al risotto” ci ha portato da Vienna a Milano con uno zizozago lungo 1700 km; quest’anno, nell’occasione del cinquecentenario, con “Leonardo in bicicletta” siamo andati da Milano ad Amboise.
E adesso – fase divertentissima! – sono già qui a studiare mappe e ciclovie e a fantasticare sul prossimo itinerario, che in realtà è già a buon punto, almeno sulla carta.
Intanto c’è il nome: MOPO, che sta per Monaco-Pola. Già, perché l’idea è quella di partire da Monaco di Baviera (dove arriveremo in treno, presumibilmente) e da lì imboccare la “ciclovia dell’amicizia” che va da Monaco a Venezia passando per Innsbruck, il Brennero, Dobbiaco, Cortina, il Cadore, Vittorio Veneto, Treviso. E proprio a Treviso, anziché proseguire verso la laguna, cambieremo strada per seguire un itinerario tutto nuovo, di cui vi parlerò tra poco: si chiama AIDA, e da Treviso ci porterà fino a Trieste. Da qui, seguendo la famosa ciclabile Parenzana, scenderemo fino a Parenzo, in Croazia; un’ultima sessantina di km per raggiungere Pola, e poi il ritorno in traghetto fino a Venezia e in treno da lì a casa, a Milano.

Sono circa un migliaio di km: tutto sommato pochi, se paragonati ai 1700 del Vienna-Milano o anche ai 1350 del Milano-Amboise dello scorso anno. Ma il bello è che in quei 1000 km c’è dentro davvero di tutto: le montagne (e anche le salite, mannaggia a loro) e i panorami strepitosi delle Dolomiti; la splendida campagna veneta; città d’arte; e anche, per la prima volta, il mare, che in quel tratto di costa croata è davvero uno spettacolo.
Insomma, anche questa volta il nostro giro promette bene; e poi sono curiosissima di sperimentare un pezzo di questo nuovo progetto che è entrato nel vivo proprio in questi giorni, è che è stato battezzato AIDA – Alta Italia Da Attraversare. Una ciclovia che collega il Moncenisio a Trieste lungo 900 km di percorso. La cosa bella di questa idea è che, di fatto, almeno il 50% del tracciato esiste già: si tratta “solo” di unire i tracciati già esistenti, senza costruire nuove infrastrutture (tra l’altro, AIDA passa anche da Milano e dalla “mia” Martesana). Il massimo rendimento con il minimo investimento, verrebbe da dire: e proprio questa è una delle cose notevoli di questa idea (promossa da FIAB Onlus), che senza lanciarsi in progetti faraonici si propone di rendere operativa l’intera ciclovia il più velocemente possibile.
A tutti noi l’idea è piaciuta moltissimo; a me, che infatti ne ho incluso una parte nel mio prossimo itinerario, ma soprattutto a Giovanni, che si è prestato come testimonial nello spot di lancio per il crowdfunding “adotta un chilometro”: versando un importo (anche piccolo), si contribuisce al lavoro di sistemazione e segnalazione dell’intero percorso. L’iniziativa di raccolta fondi è attiva proprio adesso, e durerà fino al 15 dicembre. Io ho già adottato il mio pezzetto di ciclovia (anche per interesse personale: magari ora del prossimo maggio riescono a piazzare qualche segnavia e non rischio troppo di perdermi..); ve lo segnalo, perché mi sembra davvero una bella idea per gente come noi, che avremmo molta voglia di viaggiare in bicicletta attraverso l’Italia in modo piacevole e tranquillo.
Ci sono ancora tante altre idee che riguardano il nuovo viaggio, ma ve le racconterò per tempo: ci sono ancora molti mesi davanti, e molte altre cose che bollono in pentola… ma non è bellissimo avere nuovi progetti sempre in cantiere?