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SE CE L'HO FATTA IO

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Una botta di (sana) stanchezza

1 giugno 2018 By Monica Nanetti

Prima che la stanchezza abbia la meglio su di me, volevo ringraziare tutte quelle persone (e iniziano a essere tante) che leggono questo blog e che mi dicono che apprezzano le mie piccole cronache di viaggio. Non vi dirò bugie, i complimenti, soprattutto di questo tipo, mi fanno un sacco di piacere!

Detto questo, mi scuserete se stasera taglio un po’ corto, ma sono abbastanza esausta. Non per la pedalata in sè (anche se una sessantina di km tra Venzone e Udine, inclusa una deviazione fino a Gemona alta, sono comunque un discreto esercizio), ma perché in questa giornata sono entrate un sacco di altre cose; tutte piacevoli, peraltro.

Intanto ci hanno raggiunto altri due componenti del gruppo Se ce l’ho fatta io: Betta e Paolo, che verranno con noi fino a Milano. Ed è proprio bello incontrarsi con gli amici lungo la strada.

E poi, arrivati a Udine, abbiamo colto l’occasione per un rapido giro della città (che ha delle piazze stupende e tanti piccoli grandi tesori nascosti, oltre a hotel che ti coccolano e che ti fanno sentire a casa, come il Suite Inn che ci ospita questa notte), per un ricco aperitivo e per una splendida cena in compagnia (Antica Maddalena, altro nome da segnarsi se siete in zona). Tra piattoni di frico e bicchieri di ribolla gialla, si è fatto tardi, e la stanchezza si fa sentire.

Prima di augurarvi la buonanotte, aggiungo solo qualche riga su una faccenda che un po’ mi ha lasciato perplessa: ho raccontato il nostro viaggio spiegando che percorreremo (se ci riusciamo) circa 1700 km da Vienna a Milano. Scopro ora che alcuni acuti analisti hanno criticato la cosa, dicendo che tra le due città ci solo “solo” 800 km. Il che è vero, se si prende la strada più diretta, più veloce e più noiosa dal punto A al punto B. Se invece – come facciamo noi – si disegna un itinerario che rincorre i luoghi, le storie, le suggestioni che fanno parte dei nostri sogni, i chilometri fanno alla svelta a lievitare. Nel nostro viaggio vogliamo conoscere posti e accumulare esperienze: e se la strada si allunga in tanti zig zag, tanto meglio così. Certo, dover spiegare concetti del genere a persone che si definiscono “viaggiatori”, un po’ fa ridere e un po’ fa tristezza. Ma alla fine il gusto per il vagabondaggio è un po’ come il jazz: se hai bisogno di qualcuno che te lo spieghi, non lo capirai mai.

Buona notte!

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Da Vienna a casa

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