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TerraFiume: le ciclovie cremonesi fanno Festival

8 settembre 2024 By Monica Nanetti

Bellezza a portata di mano, puntata millantamila. Anche ieri ho avuto l’ennesima dimostrazione che non è necessario sobbarcarsi ore di aereo verso località esotiche per godersi piccole e grandi meraviglie. E, al tempo stesso, ho avuto un’ulteriore conferma del fatto che – per quanto l’Italia abbia ancora molto da crescere in materia di ciclabilità – esistono già oggi una quantità di itinerari perfetti per una tranquilla giornata in bicicletta lontano dal traffico, dal rumore e dal nervosismo.

Ritratto di ciclista felice. (Ph.courtesy Ilaria Fiorillo/Milano in bicicletta)

Questo perché ieri ho preso parte alla prima giornata di “TerraFiume“, il festival delle ciclovie cremonesi: un’iniziativa che si articola su quattro weekend e che si propone di far scoprire un territorio che, a mio avviso, è per ora ingiustamente troppo poco considerato dal punto di vista turistico. Ingiustamente, dicevo, perché nella grande pianura che circonda Cremona di cose da vedere, di atmosfere da assaporare, di bontà da gustare ce n’è davvero una quantità.

Ieri, ad esempio, in una quarantina di chilometri di piacevole pedalata in pianura, su piccole provinciali prive di traffico e stradine sterrate, ho potuto collezionare: un castello enorme e spettacolare (quello di Torre de’ Picenardi); una piazza scenografica e la ricostruzione di un borgo medievale (a Isola Dovarese, dove erano in corso le manifestazioni per il Palio: evento da mettere assolutamente in agenda per il prossimo anno); una riserva naturale del WWF (quella delle Bine, dove si aggirano tassi, istrici, volpi e anche qualche lupo); un piccolo museo archeologico che racconta le scoperte dell’antica città romana di Bedriacum, sorprendentemente emersa tra i campi coltivati e oggetto di annuali campagne di scavo (in  quello che ora è il paese di Calvatone); una serie di pause gastronomiche memorabili (come la Bottega del Biscotto a Isola Dovarese, dove il signor Castellucchio produce artigianalmente gli “Isolini” di sua invenzione, tagliati a mano uno per uno; o come la “Dolce Follia” a Calvatone dove si trovano le ufèle, sfoglie leggerissime dal sapore paradisiaco). Mi fermo qui, ma l’elenco potrebbe continuare ancora un bel pezzo, in un itinerario battezzato “Tra Oglio e Postumia” che aveva come filo conduttore il fascino riposante della “vita lenta”, tra vasti campi, argini di fiume e piccoli paesi che conservano i ritmi placidi della provincia.

Se la cosa vi interessa, ci sono ancora tre weekend per sperimentare questa esperienza, con la presenza di guide-accompagnatori e anche con la possibilità di noleggiare le bici in loco: il “menu” di TerraFiume prevede infatti il 21-22 settembre l’itinerario dal titolo “Le vie dell’Adda”, il 5-6 ottobre “Tra Ville e Cascine” e il 19-20 ottobre “Tra Po, Pievi e Cascine”. Trovate tutte le indicazioni sul sito; e se invece in quei giorni non siete liberi e preferite comunque andare per vostro conto, potete scaricare le tracce gps dallo stesso sito oppure utilizzare l’app SellaGO dove sono descritti una quantità di percorsi nella zona.

Insomma, anche se le vacanze sono finite (o forse proprio per quello) è ora di approfittare delle temperature più piacevoli, di rimettersi in sella e di regalarsi qualche escursione, anche solo nell’arco di una giornata o di un fine settimana: senza ambizioni di performance, senza sforzi al limite, per il puro gusto del piacere e del relax. Per (ri) scoprire che la bicicletta è lo strumento perfetto per stamparti un bel sorriso in faccia.

 

 

Gli Isolini con il loro creatore…
…e le ufèle di Calvatone

 

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: ciclovie cremonesi, terrafiume

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