Questa giornata ve la racconto a partire dal fondo: dal fatto che sono mezza ubriaca, un po’ per la stanchezza e un po’ per l’eccellente Crèmant di Jura (note di caprifoglio e un finale di burro fuso e mou, perlage molto fine e persistente, buona acidità… si vede che ci ha raggiunto la nostra sommelier Cristina?). Una bottiglia con cui abbiamo brindato alla data ufficiale del cinquecentesimo dalla morte di Leonardo Da Vinci: oggi ad Amboise c’erano persino Mattarella e Macron, ma chissà perché nessuno ci ha citati; che ingrati.
Comunque, ci trovavamo a cena in un simpatico ristorante di Saint Jean de Losne, il paesino che abbiamo raggiunto nel tardo pomeriggio dopo 86 km di pedalata da Besançon: una piccola città che ha saputo sorprenderci parecchio. Già, perché guardando sulla mappa quello che si vede è un paese come tanti altri, sperduto nel cuore della campagna francese, a un migliaio di km dalle coste dell’Atlantico; poi arrivi qui e, incredibilmente, ti ritrovi in una piccola cittadina marinara, con tanto di salvagenti rossi appesi alle finestre delle case, ottimi ristorantini di pesce e un’atmosfera da villaggi costiero irlandese. Questo perché Saint Jean de Losne è affacciato sulle rive del fiume Saône che in questo punto è molto ampio e affollato di imbarcazioni di tutti i tipi, anche parecchio grandi: sfruttando un’ansa del fiume e scavando quello che serviva, è nato così un porticciolo turistico di tutto rispetto, con tanto di capitaneria e di marina, con un effetto straniante davvero singolare.
Per tornare indietro di un altro passo nel ripercorrere la nostra giornata, vi dirò che la bella giornata di ieri era solo un fuoco di paglia: oggi ha piovuto di nuovo, parecchio (lo sta ancora facendo adesso che è quasi mezzanotte) e le previsioni non dicono nulla di incoraggiante: anche per quanto riguarda le temperature, sono previste minime intorno ai 3 gradi.
Un vero peccato, perché la strada di oggi era ampiamente spettacolare. Devo dire che i miei timori di un itinerario monotono sono stati ampiamente smentiti: viali acquatici fiancheggiati da alberi monumentali, foreste verdissime, costoni imponenti di rocce calcaree, paesini fatati… lo scenario cambia in continuazione ed è sempre incantevole. Certo, se fosse anche asciutto lo potremmo apprezzare di più.
Oltretutto, a Besançon ho avuto un fugace incontro con una vecchia amica: la Via Francigena che passa proprio di qui e di cui abbiamo incrociato il cammino proprio all’uscita della città. E dalla segnaletica che vedo di tanto in tanto, ho anche l’impressione che la nostra ciclovia stia seguendo il tracciato di uno dei molti cammini di Santiago, come a ribadire la quantità di percorsi ed esperienze che si incrociano da queste parti.
Per stasera è tutto, anche perché sono davvero stanca. Speriamo solo che il tempo migliori, perché al nostro nono giorno di pioggia e freddo iniziamo davvero a non poterne più.
Buona notte!