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SE CE L'HO FATTA IO

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Svizzera, arriviamo

24 aprile 2018 By Monica Nanetti

Svizzera!! Con un po’ di affanno e con la paura di aver dimenticato qualcosa di essenziale, eccoci finalmente partite. Siamo in tre, questa volta: oltre a me e ad Annita c’è anche Betta, “nuovo acquisto” dei nostri vagabondaggi su due ruote.

E anche questa volta la magia del viaggio si è ripresentata, splendente come sempre: il buonumore, la leggerezza, il senso di libertà. Anche se, a guardar bene, in questa prima tappa non abbiamo poi fatto granché: la parte più difficile è stata forse caricare le bici sul treno a Milano e scaricarle alla stazione di Briga. Dopo di che, inutile dirlo: la Svizzera è un posto tranquillo, pacifico, e soprattutto facile da girare in bicicletta.

Stiamo percorrendo la Ciclovia del Rodano, seguendone il corso fino al Lac Léman e poi continuando lungo il lago fino a Ginevra: in pratica, una parte del percorso Eurovelo 17, con relativi segnavia. Segnalazioni non sempre impeccabili, va detto: a Sierre ci siamo perse e abbiamo percorso un po’ di chilometri su strade alternative, leggermente più trafficate.

Ma in ogni caso si tratta di percorrere un fondovalle seguendo il corso di un grande fiume: è assai improbabile sbagliare strada in modo clamoroso. La strada è comunque estremamente piacevole, soprattutto in questa stagione e in una giornata di sole e temperatura perfetta come quella che abbiamo azzeccato: si pedala fra campi verdissimi, alberi fioriti, paesini tranquilli e mucche al pascolo: insomma, la Svizzera da cartolina; e il tutto, sostanzialmente, seguendo un falsopiano in discesa, che dà sempre una gran soddisfazione.

Infatti eccoci arrivate a Grône, paesello tra Sierre e Sion e nostra destinazione di stasera, alle tre del pomeriggio e dopo una pedalata di una cinquantina di chilometri: un luogo ordinato e curato oltre ogni dire, con giardini dai prati di velluto, casette con le tendine di pizzo e neppure un sassolino fuori posto; talmente perfetto da sembrare irreale, secondo noi in realtà nasconde qualche torbido segreto e gran parte degli abitanti ha almeno un cadavere sotterrato (ordinatamente, s’intende) nel cortile di casa. La cosa però non ci preoccupa molto; dormiamo in un piacevole appartamento privato trovato con Airb&b, soluzione efficace e soprattutto ragionevolmente economica, dal momento che i prezzi in Svizzera richiedono molta ma molta attenzione.

È un bel pezzo che non facciamo un viaggio “vero”, stando via più giorni, in posti che non conosciamo e con i borsoni carichi, ed è una strana sensazione ritrovare le piccole abitudini che si creano tra compagni di viaggio: i ritmi di andatura, la pausa caffè, le chiacchiere “on the road”. Per essere sincera, un po’ di abitudine l’ho persa: davanti alla porta di casa ancor prima di partire mi sono aggrovigliata tentando di salire sulla Poderosa carica di bagagli ed esibendomi in una caduta catastrofica da ferma.

Domani ci aspetta una tappa un po’ più intensa: vogliamo arrivare al lago, che dista un’ottantina di chilometri, fermandoci lungo la strada per una visita alla città di Martigny.

À bientôt! (siamo nella Svizzera francese, se non si fosse capito)

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: bicicletta, Svizzera

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