Eccoci nel punto più a nord del nostro itinerario: il remoto villaggio di Kopasker, a pochi chilometri dal Circolo Polare Artico. Pensavamo che la strada per arrivare qui sarebbe stata piuttosto noiosa, ma ci sbagliavamo di grosso. Deserti di pietre, piste sterrate, la più grande cascata d’Islanda e suo simbolo nazionale (Dettifoss), un Parco Nazionale.
Abbiamo anche fatto qualche interessante scoperta: per esempio, l’Islanda sembra essere invasa da turisti orientali, la maggior parte dei quali passa il tempo tentando di suicidarsi facendo foto o selfie in alcuni dei posti più pericolosi del mondo. Un’altra scoperta riguarda la relatività del concetto di distanza: se chiedi a un guardiaparco un sentiero e lui ti risponde parlando di “una semplice camminata di 6/7 chilometri”, preparati a scarpinare in salita per 10 km almeno. Ultimo, ma non per importanza: gli islandesi hanno uno strano rapporto con l’alcol: attualmente è legale venderlo e comperarlo (la birra era proibita fino al 1989!!), ma i prodotti alcolici si possono trovare solo in negozi autorizzati (“Budavin”) che seguono stravaganti orari di apertura, tipo dalle 10 alle 12, o dalle 16 alle 18; il risultato è che è parecchio difficile comperare qualsiasi alcolico, e questo è piuttosto innervosente (Martini e birra, ci mancate!!).
