Il nostro mini-viaggio sulla Via Francisca del Lucomagno è terminato: rieccoci a casa, dopo l’ultima sessantina di km percorsi sotto un sole feroce.
È stata colpa nostra, va detto: perché anziché fare come i ciclisti seri, che puntano la sveglia alle 6, fanno una sana colazione energetica e prima delle 7 con il fresco del mattino sono già sui pedali, noi invece ci siamo svegliate con calma, abbiamo fatto una mega scorpacciata di prodotti “km zero” insieme a Gabriele e Chiara, (i proprietari di Cascina Caremma, che per inciso sono amici di vecchissima data di Consuelo), poi abbiamo seguito una lezione di yoga in una luminosa sala affacciata sul verde, poi abbiamo sciabattato fino alla spa per un bagno turco, un idromassaggio, una tisana e un po’ di abbronzatura… morale, ci siamo messe in moto – di malavoglia – nell’orario più furbo, orrendamente in ritardo sulla nostra teorica tabella di marcia: alle 12.40 di una soleggiata giornata di luglio.
Questo è anche il motivo per cui di questa tappa non esistono fotografie: faceva talmente caldo che l’iPhone si è “cotto”, ha dichiarato di essere in surriscaldamento e si è rifiutato di funzionare prima di raggiungere una temperatura più adeguata. Vorrei aver potuto fare altrettanto.
È vero, però, che pedalando il caldo si soffre meno che in altri casi, perché quantomeno un minimo di ventilazione te lo procuri con la “velocità” (nel nostro caso le virgolette sono d’obbligo). Oltretutto in quest’ultima tappa ci ha accompagnate anche Chiara in sella alla sua bici, e la strada è trascorsa piacevolmente, tra chiacchiere e infruttuose ricerche di una coca cola ghiacciata. Siamo così arrivate in una Pavia semideserta e bollente, chiudendo il nostro viaggio lungo la Via Francisca, e poi abbiamo piegato verso nord, rientrando a Milano lungo il Naviglio Pavese.
Per ora è tutto, quindi. Il brevissimo consuntivo è di circa 190 km percorsi in 3 giorni, con un ringraziamento speciale a Massimo Calcaterra e alla sua efficientissima Doctorbike di Boffalora, che ha riparato a tempo di record un problema al cambio della bici di Consuelo (ho così scoperto, peraltro, che non ero io ad essere particolarmente in forma: era lei a non riuscire a pedalare in salita per problemi meccanici…). Nel complesso, la valutazione della Via Francisca del Lucomagno è davvero a cinque stelle. Vicina, comoda da raggiungere, facile da percorrere (con qualche tratto un po’ impegnativo, ma nulla di proibitivo in nessun caso) e soprattutto sorprendente per la quantità di verde, arte, storia, cultura, varietà di panorami. Il consiglio quindi, soprattutto per i milanesi che ce l’hanno proprio a due passi da casa, è di farla assolutamente, magari anche spezzettata in più giorni: a me, personalmente, la cosa che ha colpito di più è stata la lunga e bellissima ciclopedonale della valle dell’Olona, di cui chissà perché non parla quasi nessuno me che è veramente una bellezza. Ma tanto ne riparleremo, perché in questo primo viaggio – per un motivo o per l’altro – mi sono persa entrambi i siti Unesco del percorso: il Sacro Monte di Varese e il Monastero di Torba. E non sia mai che io lascio un conto aperto…
Alla prossima!
PS: la foto di apertura è di ieri, lungo la ciclopedonale dell’Olona, quando ancora il telefono non era entrato in sciopero causa caldo eccessivo