Le previsioni avevano ragione: pioggia intensa, che è aumentata con il passare delle ore ed è diventata torrenziale verso le due del pomeriggio. Meno male che ero appena riuscita ad arrivare a Pontevedra, in un accogliente ostello dove, tanto per cambiare, ci siamo solo io e Sabrina, la ragazza tedesca con cui ci stiamo facendo compagnia e che peraltro continua ad essere praticamente l’unica persona incontrata sulla strada.

Anche Sabrina però oggi ha dato forfait: a un terzo della strada, bagnate fino alle midolla, ha deciso che ne aveva abbastanza, ha preso l’autobus ed è andata ad aspettarmi in ostello.
Così ho percorso da sola gran parte della strada, ed è stata un’esperienza piuttosto “provante”: anche perché quelli che dovevano essere 16 km in realtà sono stati più di 20, con in mezzo un dislivellfo totale di oltre 700 metri. Intendiamoci, una cosa che se si fa con il sole e con calma non è particolarmente impegnativa, ma bagnati fradici e di corsa (per evitare un nubifragio vero e proprio) diventa invece una specie di prova di volontà (o di testardaggine, secondo i punti di vista). La cosa che più mi è dispiaciuta è che questo tratto di cammino deve avere dei punti molto belli, in mezzo ai boschi e con alcuni punti panoramici dall’alto sulla costa dell’oceano, che in questo tratto è molto frastagliata e piena di penisole e isolette. Di tutto questo, però, non ho visto praticamente nulla, e tantomeno ho fotografie, dato che non mi azzardavo a tirare fuori lo smartphone per paura che annegasse.
A un certo punto, stanca morta e fradicia, ho trovato una piccola cappella semi abbandonata e mi sono regalata cinque minuti di pausa al riparo dalla pioggia. È stata una scena un po’ ridicola, perché dopo un paio di minuti mi sono resa conto che ero così bagnata e accaldata per la marcia che i miei vestiti iniziavano a fumare, avvolgendomi in una nuvola grigiastra che mi dava un aspetto un po’ luciferino. Così sono scappata anche dal mio provvisorio riparo.
Vabbè, alla fine sono arrivata sana e salva, e ho trovato ad accogliermi Sabrina con un tazzone di tè bollente.
Resta qualche riflessione da fare sul perché mi infliggo queste cose vagamente punitive, ma in questo momento sono troppo stanca per pensarci su lucidamente.
Quello che importa è che a partire dal tardo pomeriggio il tempo dovrebbe finalmente migliorare, e questo mi permetterà di andare a farmi un giro per Pontevedra (che a quanto ho visto ha un bellissimo centro antico) e a strafogarmi di cibo cenando a base di “pulpo alla gallega” e altre specialità locali (ho già detto che qui si mangia divinamente?).
Domani si riparte, ma a questo punto la parte più difficile dovrebbe essere passata. Speriamo solo di riuscire ad asciugare tutto quanto per domattina… (ah, ci sarebbe da dire anche su come funziona il riscaldamento da queste parti, ma adesso non ne ho la forza… ve lo racconto domani o dopo)
A presto e buen camino a tutti voi, qualsiasi cosa stiate facendo!!