Alla fine, eccomi: dico anch’io la mia sul coronavirus.
Lo faccio perché una cosa da dire ce l’ho, che non mi sembra sia stata presa in considerazione in questi tempi di discorsi a ruota libera da parte di tuttologi di ogni tipo.
Tagliando corto, quello che vorrei ricordare è che, nonostante il coronavirus, molte cose non si fermano.
Ma non parlo delle dichiarazioni di volontà contro l’epidemia e i tempi avversi, su cui ognuno si fa l’opinione che gli sembra più sensata.
Parlo del fatto, piuttosto ignorato, che tutte le altre malattie – purtroppo – non vanno in vacanza, con la presenza del nuovo virus.
Le leucemie, le talassemie, i tumori in generale, gli incidenti non sono stati sospesi e non si sono certo preoccupati di cedere il passo alla nuova emergenza sanitaria. E il fabbisogno di sangue per trasfusioni non è affatto diminuito, mentre è invece diminuito l’afflusso dei donatori.
Io non so nulla (come quasi tutti, del resto) su come si affronta una pandemia, ma di una cosa sono sicura: che aiutarsi a vicenda, in tutti i modi possibili, è una delle armi più efficaci che abbiamo a disposizione.
Quindi, la cosa che avevo da dire è questa: se state bene, se siete in condizioni di farlo, se volete davvero trovare un modo di dimostrare che nonostante il virus “non ci si ferma”, datemi retta.
Prendetevi un paio d’ore, andate al Policlinico (o in qualunque altro centro di raccolta) e donate il vostro sangue.
Se state cercando un modo davvero efficace di rendervi utili e di dimostrare che non vi fate spaventare dal coronavirus, questo è molto meglio che uscire a farvi un aperitivo (e comunque, dopo la donazione, l’aperitivo potete bervelo lo stesso…)