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Primo giorno di viaggio: Vienna – Krems

21 maggio 2018 By Monica Nanetti

Finalmente in bici, finalmente in viaggio: primo giorno del nostro “da Vienna a casa” e primi 90 km dei 1700 che abbiamo in programma di fare. Anche se la distanza percorsa oggi è un po’ approssimativa e incerta: ognuno dei componenti del gruppo ha una rilevazione diversa, e c’è chi dice 86, chi sostiene 90, a chi risulta 88…

Io non ho voce in capitolo, perché proprio la sera prima della partenza ho pensato bene di perdere il mio computerino. Parola molto altisonante per un aggeggino che fa semplicemente da orologio, tachimetro e contachilometri, ma per me fondamentale per avere idea di quello che sto facendo. E infatti ho passato la vigilia del viaggio innervosita e agitata dalla perdita di quello che ritenevo uno strumento essenziale. Poi, però, ci ho pensato sopra, e ho dovuto ammettere che, per quanto comodo, quel monitorino aveva un fascino ipnotico, e che succedeva che passassi molto tempo a guardarlo, a controllarlo, a perdermi in calcoli e conteggi di distanze e velocità. E ho anche pensato che forse quello era un segno, un invito a godersi il viaggio prendendolo come viene, senza programmarsi e senza misurarsi continuamente: una comodità in meno, forse; ma probabilmente una libertà mentale in più. Devo dire che in effetti, almeno fino ad ora, non ne ho affatto sentito la mancanza. Pensare che, all’inizio, ero quasi nel panico: incredibile come molte cose che riteniamo irrinunciabili, siano in realtà delle aggiunte superflue, quando non controproducenti.

Chilometro più, chilometro meno, siamo comunque arrivati a Krems, che è una bellissima cittadina affacciata sul Danubio, piena di antichi palazzi, suggestive piazzette e imponenti chiese. Anche se non è stato esattamente un viaggio privo di imprevisti e difficoltà.

Tutto sembrava perfettamente tranquillo fino a Tulln, altra bella cittadina, luogo natale di Egon Schiele, dove ci siamo fermati a metà mattina per una pausa al bar: sole, clima perfetto, pista ciclabile gradevole, rilassante e ben segnalata. A parte solo il fatto che oggi è la Pentecoste, che qui è una festa rispettatissima; tanto è vero che tutti gli esercizi commerciali sono chiusi, trasformando ogni centro urbano in una città fantasma e rendendo non semplicissimo anche solo trovare un locale aperto dove mangiare.

Comunque. Fin qui, dicevo, stava filando tutto liscio, quando, su un tratto piuttosto stretto, Giorgio (ultimo della fila) è stato letteralmente travolto da un grasso anziano ciclista che procedeva in direzione opposta, e che è poi rimbalzato a terra. Per fortuna senza conseguenze, nè per lui, nè per Giorgio (a parte l’occhio nero che sfoggiava a cena questa sera). Ad avere la peggio è stata la bici di Giorgio, e per la precisione la sua ruota anteriore.

Nell’ urto con l’omone, il cerchione ne è uscito completamente piegato, quasi ad angolo retto: per ripararlo, i tre uomini del gruppo sono ricorsi a un metodo efficace, ma piuttosto ridicolo; lo hanno cioè raddrizzato salendoci sopra in piedi e bilanciandosi a vicenda (vedi foto), con un effetto che sembrava quello di un improvvisata danza irlandese formato mignon. Comunque sia, la ruota si è raddrizzata quel tanto sufficiente per consentirci di proseguire per i 30 km che mancavano a Krems. Domattina, quando finalmente riapriranno i negozi, andremo di buon ora da un meccanico a sistemare il tutto.

Ma anche gli ultimi 30 km hanno avuto le loro difficoltà, con un acquazzone torrenziale, accompagnato da un robusto vento contrario, che ci ha costrettto a rifugiarci per un ora, bagnati come pulcini, sotto un cavalcavia.

Il tutto comunque non ha spento il nostro buonumore, e neppure il nostro appetito. Stasera, dopo un eccellente cena, abbiamo fatto quattro passi sotto un cielo che sembra essere tornato di nuovo sereno, e siamo pronti per ripartire domattina con il solito entusiasmo.

(questo è un video sulle articolazioni di Giovanni)

Buonanotte, quindi. Alla prossima!

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Da Vienna a casa

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