• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

SE CE L'HO FATTA IO

Sogni. Ci provi. Ti piace. Ripeti.

  • L’idea
  • Chi sono
  • Viaggi
    • In bici
    • A piedi
    • Come capita
  • Progetti
  • Storie
  • Attrezzatura
  • Podcast
  • Libri & guide
    • “In bicicletta. L’Europa a due ruote” – National Geographic/White Star Editore
    • “La Via Francigena svizzera” – Morellini Editore
    • “Via Francigena for dummies” – Hoepli Editore
    • “Se ce l’ho fatta io” – Ultra Sport Editore
  • Parlano di noi
  • Contatti
You are here: Home / Viaggi / A piedi / Primo giorno di cammino

Primo giorno di cammino

1 ottobre 2019 By Monica Nanetti

I Puffi però non c’erano

Primo giorno di cammino, si incomincia subito a fare sul serio: Da Pontarlier a Jougne, ancora interamente in territorio francese, per 22,5 km e 660 metri di dislivello positivo. O almeno, questo è ciò che dice il tracciato ufficiale. Il problema, però, è che l’addetta all’ufficio turistico di Pontarlier di ieri aveva assolutamente ragione: le segnalazioni della Via Francigena sono decisamente scarse. Non proprio inesistenti, intendiamoci: ogni tanto (raramente e  inaspettatamente) si riesce a vedere un cartellino con la scritta familiare e il simbolo del pellegrinetto, o una freccia gialla con “VF”. Il problema, però, è che chi li ha apposti è evidentemente qualcuno che non ha la minima idea dello scopo delle segnalazioni, perché di regola i cartelli sono seminascosti, parecchio confusi e soprattutto non sono mai nei bivi dove devi decidere che strada prendere, ma solo parecchi metri dopo, per dirti che hai azzeccato la scelta.

Non sempre l’azzecchi, però: e infatti noi, a un certo punto, ci siamo trovate completamente fuori strada, nel bel mezzo di una foresta e prive di sentiero. Vabbè, alla fine siamo tornate sulla retta via, ma questa simpatica deviazione ha fatto sì che il totale dei km percorsi oggi sia arrivato in realtà a quota 25, con circa 800 metri di dislivello positivo. Non male, come esordio. La raccomandazione, se venite da queste parti, è quindi quella di scaricare tutte le informazioni possibili (si trovano sul sito ufficiale della Via Francigena): mappe, roadbook e soprattutto tracce gps che poi potete leggere semplicemente dal telefonino in caso di necessità.

Torniamo al percorso: dato che per le prime due tappe, da Ponterlier a Orbe (in Svizzera) sono previste due diverse varianti, noi per non farci mancare nulla abbiamo attaccato con la prima, quella “storica” percorsa dall’Arcivescovo Sigerico nel suo viaggio del 990, quello che è considerato un po’ come il tracciato ufficiale che ha dato origine all’intero percorso; domani, dopo aver raggiunto Orbe, rientreremo di nuovo a Pontarlier con qualche complicato accrocchio bus + treno per percorrere poi la seconda variante, considerata la versione più “moderna”. Lo spettacolo comunque in questa prima giornata non è mancato, soprattutto nella primissima parte del percorso, con la salita che porta fuori dalla città e offre una vista spettacolare sulla “chiusa del Joux”: una strozzatura tra le montagne che rappresentava un passaggio obbligato per la Svizzera, sovrastata su un lato da un forte (quello di Larmont) e dall’altro lato dal castello di Joux (il forte, peraltro, ha un’aria un po’ dimessa e una parete di mattoni che sembra stare su per qualche miracolo di equilibrio tipo Jenga). Di primo mattino, con un “serpente” di nubi che si insinua alle quote più basse della valle, è davvero un panorama straordinario.

Anche il resto del percorso è piacevole e scorre tra boschi e radure verdissime, salendo fin oltre la quota dei 1000 metri; solo nella seconda parte del tracciato, quando si torna verso la civiltà, ci si trova a camminare sull’asfalto e ad attraversare paesini semideserti che, misteriosamente, si propongono come resort sciistici (seppure fuori stagione). Segnalazione di impianti di risalita, cartelli di noleggio sci, scuole di sci, pupazzi a tema… quasi come essere a Cervinia. Il mistero nasce dal fatto che, però, le montagne non ci sono proprio: nessun picco, nessuna cima, ci sono solo morbidi pendii, più simili a collinette, da cui si può ricavare al massimo un campetto baby. Nel complesso l’aspetto è quello di una campagna un po’ corrugata, non certo di un posto dove si possa praticare sci alpino; ma a quanto pare questo tipo di attività ha degli estimatori, e l’economia della zona sembra molto orientata a questo fantomatico turismo invernale.

Strani resort sciistici e ancor più strane decorazioni

Altro mistero: tra i paeselli di La Seigne e Les Hopitaux Neufs (due località ignote e letteralmente perse nel nulla tra i boschi, senza particolari direttrici di collegamento con altri luoghi e con un totale approssimativo di duecento abitazioni o poco meno) si sta lavorando intensamente alla costruzione di una ferrovia. Ma non una cosina a scartamento ridotto, proprio un progetto grosso, con binari e traversine poggiati su basi di cemento: quelle cose che si vedono nei film western dove la civiltà avanza verso ovest nelle vesti di una sbuffante locomotiva. L’unica differenza è che qui non si riesce a capire da dove partano questi binari e dove pensino di andare, considerato che lì intorno c’è solo foresta e che ai due paeselli sicuramente bastava un minibus di collegamento, a far tanto. Non abbiamo trovato nessuno per farci spiegare la logica di questo lavoro totalmente fuori contesto, e ci terremo quindi la curiosità.

Per il momento, siamo rintanate in albergo gambe all’aria, a cercare di far defluire la stanchezza dalle nostre gambe; anche perché Jougne, a parte una bella chiesa dedicata a Saint Maurice, non  è esattamente un posto pieno di vita… ed è un eufemismo. Nel frattempo, dopo una giornata dal clima perfetto, si è rannuvolato, fa freddino e ha iniziato a piovere di gusto. Anche le previsioni per domani non sono eccellenti, ma noi siamo fiduciose. Anche perché non possiamo fare molto altro, al momento, a parte incrociare le dita e sperare che il meteo ci sia clemente.

Per buona parte del percorso, la Via Francigena si sovrappone alla “Rue de l’Absinhte”

Filed Under: A piedi, Viaggi

Primary Sidebar

Iscriviti alla mia newsletter

Categorie

  • Progetti
  • Storie
  • Viaggi
    • A piedi
    • Come capita
    • In bici

Seguimi

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Sponsor

Cerca

Se ce l'ho fatta io - un progetto di Monica Nanetti - Privacy Policy