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SE CE L'HO FATTA IO

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Per caso vi ho già parlato di maltempo?

28 aprile 2019 By Monica Nanetti

Post breve causa depressione latente, ma soprattutto perché inizio a sentirmi ripetitiva a parlare solo di maltempo.

D’altro canto questa è la costante principale, che sta condizionando pesantemente tutto il nostro viaggio fino a qui. Oggi circa 82 km, da Lucerna a un paesino una quindicina di km prima di Basilea: una tappa lunghetta, con in mezzo anche un piccolo colle (leggi: una bella salitona), ma che sicuramente sarebbe stata panoramica, divertente e neppure troppo faticosa. 

Controlli alle bici prima della partenza

Se non fosse che, una volta riusciti a uscire faticosamente da Lucerna (va detto che le indicazioni della ciclovia 3, in questo tratto più a nord, si fanno decisamente più confuse e difficili da seguire) il maltempo ha ricominciato a perseguitarci, con l’ultima della sfighe che mancava nel catalogo: la grandine.

La prima raffica l’abbiamo schivata per un pelo, rifugiandoci in un buffo baretto caraibico sulle sponde di un piccolo lago.

Al riparo nel bar “carribean style”

Così siamo ripartiti baldanzosi, pensando di averla fatta franca. Dopo un’oretta si è scatenato un uragano: acqua, vento, freddo polare e ovviamente grandine a secchiate – che presa in faccia fa pure parecchio male – senza nessun posto possibile dove ripararsi almeno alla bell’e meglio. E poi, nel resto della strada, una quantità di altri acquazzoni di cui ormai ho perso il conto.

Quando alla fine siamo arrivati in albergo iniziavo davvero a non poterne più, e con me tutti gli altri: fradici e congelati, anche perché con questi livelli di maltempo non c’è poncho impermeabile o copriscarpe che tenga; alla fine sei da strizzare completamente.

Ad aggiungere un ulteriore elemento di depressione il fatto che questa notte, per una serie di equivoci e imprevisti che sarebbe lungo spiegare, non dormiamo in un confortevole hotel, ma in una topaia parecchio squallida, distante dal paese e da tutto quanto; se ne avessimo la forza e il cielo non minacciasse di nuovo pioggia ci sarebbe da scappare, ma data la situazione ce la facciamo andare bene per forza.

Perché va detto anche questo: a mio parere, soprattutto se non si è più giovanissimi, la piacevolezza delle sistemazioni per la notte è un fattore essenziale in un viaggio, e tanto più in un’esperienza di questo tipo. Non parlo della necessità di “cinque stelle” o di lussi particolari: anche un ostello va benissimo, ma deve esserci una coerenza, una certa dose di buon gusto (che è comunque gratis), un’assenza di squallore che non c’entra necessariamente con una camera più o meno dispendiosa.

Vabbè, per stasera è andata così; la cosa positiva è che il nostro gruppetto si mantiene compatto, e alla fine su queste cose riusciamo anche a riderci sopra.

Sperando che domani tutto viri al bello.

PS: il loculo in cui sto dormendo, già squallido di suo e delle dimensioni di un armadio a muro, è reso ancor più sgradevole dal fatto che ho dovuto appendere tutto quanto ad asciugare, il che ha prodotto un puzzolente microclima tropicale ai limiti della sopportazione…

Filed Under: In bici, Viaggi

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