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SE CE L'HO FATTA IO

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Orsi e altri animali

10 luglio 2018 By Monica Nanetti

Quello che vedete nella foto è il mio ultimo acquisto, una campana per orsi: si appende allo zaino, e il rumore che produce mentre si cammina dovrebbe contribuire a tenere lontani i feroci plantigradi. In questo modo, da domani il mio avventuroso viaggio immersa nella natura delle selvagge terre canadesi sarà da questo punto di vista un po’ meno irto di pericoli, per quanto possibile.

SCHERZO, OVVIAMENTE.

In primo luogo perché, per quanto l’immenso territorio del Canada sia terra di orsi, credo che le probabilità di incontrarne uno nel cuore del civilizzato Quebec, dove mi trovo ora, siano inferiori a quelle di trovarlo in Italia (ricordo che poche settimane fa mi trovavo in bici a Tarvisio, dove un esemplare di orso adulto è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza dei carabinieri mentre alle 3 di notte si faceva un giro lungo la strada principale in pieno centro del paese).

Oggi ho finito tutte le incombenze riguardanti la gara di triathlon estremo che ero venuta a seguire come giornalista (a proposito, bellissima esperienza; non sto a raccontarvela anche qui, se volete sapere cosa è successo andatevi a leggere i miei articoli su Action Magazine) e mi sono presa il pomeriggio per gironzolare in un altro parco nazionale della zona, quello di Frontenac. Che è proprio il Canada come te lo immagini, con grandi boschi che si tuffano in laghetti incontaminati, su cui si aggira la canoa di qualche pescatore di salmoni. Qui mi sono concessa una camminata solitaria nel bosco, che – non sono l’unica a dirlo, ma è vero – in molti casi è nettamente più efficace e più gradevole di una seduta di psicoterapia. Questo ha fatto sì che i miei incontri con la fauna selvatica di incrementassero di qualche unità; vi riassumo il totale degli avvistamenti ad oggi:

– cervi: uno, meraviglioso, comparso inaspettatamente a brevissima distanza da me e a pochi metri dalla strada asfaltata, svanito nel giro di pochissimi secondi

– scoiattoli: mezza dozzina, grassi e rumorosi

– rospi: uno, piccolino, terrorizzato e quasi perfettamente mimetizzato con l’ambiente

– orsi: zero (e va bene così).

 

Il secondo motivo per cui le possibilità di un mio via-à-vis con gli orsi si fanno estremamente remote è che avevo sottovalutato il fatto di muovermi in piena alta stagione, quando i campeggi dei parchi nazionali (per altro contingentati e gestiti in modo rigidissimo) sono strapieni: nessuna possibilità, a quanto pare, di trovare un posto per la mia pur minuscola tendina, che a questo punto mi sono cammellata fin qui inutilmente. Niente notti nei boschi, quindi: si torna ai consueti b&b e simili, sempre ammesso di trovarne. Una bella delusione, non lo nascondo; ma ogni viaggio va un po’ dove vuole lui, e l’importante è sapersi adattare e prendere il buono che viene.

Vedremo. Intanto, domani rotta su Quèbec City, e poi strada facendo capiremo cosa fare.

P.S.: aggiornamento dal parco nazionale: ecco una foto di come chiudono i bidoni della spazzatura da queste parti. Forse qualcosa di vero in quella faccenda degli orsi alla fine c’è…

Filed Under: Come capita, Viaggi Tagged With: Canada

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