Ecco cosa mancava: la nebbia. Che in effetti, in situazioni normali, non è che uno metta nel conto a fine aprile, in Alsazia. Ma questo evidentemente è un viaggio un po’ particolare, meteorologicamente parlando; e infatti, partiti con calma questa mattina, dopo aver salutato Giovanni di ritorno a Milano, ci siamo trovati avvolti da una nebbiolina gelida e umidiccia, che ci ha bagnato fino alle ossa nell’arco di mezz’ora anche in assenza di pioggia.
Comunque basta parlare di tempo: ormai dovremmo aver esaurito tutti i possibili fenomeni meteo, con l’eccezione della galaverna e della tempesta di sabbia; e anche di una giornata di sole, ovviamente, che è quello su cui statisticamente puntiamo.
Anche oggi tappa riposante: 60 km di pianura da Mulhouse a Montbèliard, sempre seguendo l’impeccabile Eurovelo 6, perfettamente tracciata, segnalata e asfaltata. Un percorso che si snoda a filo d’acqua lungo una serie di canali navigabili; che detto così può sembrare anche noioso ma che invece riserva ogni poco delle piccole interessanti sorprese.
Come per esempio le cicogne, non a caso simbolo di questi luoghi: a un certo punto, in un campo lì vicino, ne abbiamo avvistato un gruppo di almeno una ventina, che camminavano in cerca di qualcosa da beccare. Praticamente cicogne al pascolo, uno spettacolo straordinario.
Poi ci sono le chiuse, numerosissime perché qui il canale sale di quota: a un certo punto abbiamo seguito il passaggio di una bellissima imbarcazione, un grande barcone vecchiotto in legno, lustro e ben tenuto, che veniva sollevato di livello dal fluire delle acque tra le due paratie. A bordo, un’anziana coppia di Guernsey, nelle isole del Canale (“britannici, non inglesi”, ci hanno tenuto a precisare), che da ormai quattro anni stanno girando l’Europa a bordo del loro “cottage galleggiante”: niente da dire, un gran bel modo di affrontare la vecchiaia.
E poi i panorami, con splendidi scorci agresti, accesi di tanto in tanto dal giallo violento e quasi fluorescente di grandi fioriture (di colza? di soia? Il dibattito è tuttora aperto).
Insomma, una bella giornata di relax; anche perché già nel primo pomeriggio siamo arrivati alla nostra destinazione, la cittadina di Montbèliard, tranquilla e graziosa, con palazzi d’epoca e un suggestivo castello che sovrasta l’abitato.
Certo, non c’è moltissimo da fare: ora di sera abbiamo percorso la strada principale almeno una quindicina di volte… ma è il fascino della provincia, e a giudicare dalla mappa faremo bene ad abituarci, perché dopo la tappa di domani a Besançon, per almeno una settimana incontreremo solo minuscoli paesini in mezzo alla campagna.
A domani, quindi: devo ancora fare bene i conti, ma direi che stiamo per raggiungere la metà percorso… ci toccherà un brindisi extra per celebrare!
