Iniziamo con una doverosa rettifica di quanto detto ieri: c’è vita ad Ala. In certi casi pure troppa. Non so se la proloco mi stava tenendo sotto controllo e ha letto il mio post di ieri sera, sta di fatto che 10 minuti dopo, per smentirmi, deve aver chiamato a raccolta tutti i giovani del paese e delle terre circumvicine. Che si sono per l’appunto materializzati dal nulla e dati appuntamento proprio sotto la nostra finestra, unici in un raggio di molti km, continuando a far casino per un bel pezzo (a un certo punto sono comunque crollata dal sonno, ma sembrava di essere al mercato).
Vabbè, restituita ad Ala la sua movida, passiamo ad oggi: secondo giorno, e fin qui tutto bene. Siamo un po’ stanchine, questo va detto: 88 km – di cui buona parte contro vento e in falsopiano in leggerissima salita – alla fine si sentono, soprattutto se si ha come noi un allenamento vicino allo zero.
C’è di buono, però, che questa ciclabile dell’Adige è davvero splendida: segnalata, attrezzata e tenuta perfettamente, attraversa una campagna fatta in prevalenza di coltivazioni di mele, costeggiando il fiume e, in alcuni punti, l’autostrada; e devo dire che fa uno strano effetto vedere dalla bici il percorso che si è invece abituati a veder scorrere dal finestrino a oltre 100 km/h.
Una delle cose che mi divertono di più di questa principesca ciclovia sono i “bicigrill”: vere e proprie aree di sosta interamente pensate per i ciclisti, con portabici, bar e ristoranti, comodi bagni a disposizione, giochi per bambini e prati per il relax: se ne incontrano più o meno ogni 40 km (noi ci siamo fermate a Rovereto e poi a Faedo) e devo ammettere che forse tolgono un po’ di “avventura”, ma di sicuro regalano grande conforto (in genere sotto forma di bicchieri di birra).
E così, tra una chiacchiera e una sosta per ammirare il panorama, alla fine abbiamo fatto il nostro ingresso in Alto Adige e siamo arrivate a Egna, nostra destinazione per la notte. Dormiamo in un posto un po’ strano ma molto carino e confortevole: un “albergo diffuso”, che anziché disporre di normali camere mette a disposizione piccoli appartamenti ristrutturati all’interno di antiche case del centro del paese.
Paese che è davvero bello e suggestivo, con i suoi solidi palazzi d’epoca e le vie fiancheggiate da larghi portici.
Insomma, non so se si capisce ma ce la stiamo spassando parecchio, e riscoprendo quel senso di tranquilla libertà che questo genere di viaggio riesce sempre a regalarti.
Anche il tempo, per ora, sembra tenere. Almeno per quanto riguarda le precipitazioni (finora niente pioggia e anche parecchi sprazzi di sole). Quanto alle temperature… ve la dico in sintesi: fa un freddo boia e nonostante siamo a 200 metri di quota si sente aria di neve. Domani passo ai guanti pesanti e ai pantaloni invernali, e speriamo che la cosa non peggiori ulteriormente: già così mi sto infilando addosso tutto quello che ho portato, e inizio a somigliare all’omino della Michelin.
