• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

SE CE L'HO FATTA IO

Sogni. Ci provi. Ti piace. Ripeti.

  • L’idea
  • Chi sono
  • Viaggi
    • In bici
    • A piedi
    • Come capita
  • Progetti
  • Storie
  • Attrezzatura
  • Podcast
  • Libri & guide
    • “In bicicletta. L’Europa a due ruote” – National Geographic/White Star Editore
    • “La Via Francigena svizzera” – Morellini Editore
    • “Via Francigena for dummies” – Hoepli Editore
    • “Se ce l’ho fatta io” – Ultra Sport Editore
  • Parlano di noi
  • Contatti
You are here: Home / Storie / Nannerl la mascotte

Nannerl la mascotte

3 aprile 2018 By Monica Nanetti

Come in ogni progetto che si rispetti, abbiamo anche una mascotte: vi presento Nannerl, la porcospina che accompagnerà me, la Poderosa e i nostri compagni di strada nei prossimi viaggi.

Già, perché il 20 maggio finalmente si parte per “Da Vienna a casa”; e prima di allora, a parte qualche giretto a corto raggio, abbiamo in programma anche una bella escursione in Svizzera, lungo il corso del Rodano, per allenarci un po’ e per testare l’attrezzatura. Speriamo solo che per la fine di aprile le temperature si decidano a risalire e il tempo a mettersi finalmente al bello.

Intanto, come dicevo, ho scelto la mascotte ufficiale, che mi è davvero simpatica: spinosa all’apparenza, tenera nei fatti, dall’aria un po’ dimessa e perennemente stupita. Non una bellezza, ma quella che si dice “un tipo”. Ha già trovato il suo posticino a bordo della Poderosa, appesa alla borsa anteriore a studiare la strada e scrutare l’orizzonte.

Nannerl, oltre che il nome della nostra mascotte, è anche quello di una bambina che molti anni fa si rivelò fin da subito come una straordinaria musicista: suonava, componeva, duettava con il fratello minore sotto la guida attenta del padre. Era un’artista dotatissima, che avrebbe potuto lasciare un segno indelebile nella storia della musica; lo era anche suo fratello, del resto. Ma quando i due iniziarono a crescere, e a farsi apprezzare un po’ dappertutto con le loro esibizioni, si dovette decidere su chi investire, chi portare alle luci della ribalta, chi presentare alle corti di tutta Europa. E la scelta, guarda un po’, cadde sul figlio maschio, il piccolo Wolfgang Amadeus.

Già, perché è dei fratelli Mozart che stiamo parlando; del più grande genio musicale di tutti i tempi e di una sorella, assai meno conosciuta, che aveva molto probabilmente le stesse doti di famiglia, ma a cui fu riservato un destino molto diverso. Un ricco matrimonio (di convenienza, si dice), dei figli da crescere, un padre ormai anziano da accudire, una vita – per quanto agiata – condotta nell’ombra e a servizio della famiglia.

Chissà, magari Maria Anna Mozart (Nannerl, per gli intimi) ha avuto in effetti la vita tranquilla che desiderava, lontana dal caos della notorietà e vicina all’amore per i figli, i nipoti, il marito. Oppure, invece, per tutta la sua vita ha cullato il rimpianto di non potersi esibire sulla scena, ha covato la frustrazione di un grande artista a cui è impedito di esprimersi. Quel che è certo è che non è stata lei a scegliere: nel 1700 se si doveva destinare qualcuno a un ruolo prestigioso, tra un uomo e una donna la scelta cadeva invariabilmente sul maschio.

Vorrei pensare che 300 anni dopo le cose sono molto diverse, ma non ne sono affatto convinta. Anzi. (*)

Per questo ho voluto battezzare la nostra mascotte con il nome di Nannerl e riportarla a fare un giro nei suoi luoghi d’origine, tra Vienna e Salisburgo. Un portafortuna dal muso simpatico, ma anche un omaggio a tutto ciò che le donne di talento sono capaci di fare, potrebbero fare e molto spesso non fanno, lasciando il posto – a volte per scelta, a volte no – a uno schema di pensiero che vede comunque l’uomo esibirsi al centro della scena, e la donna a supportare da dietro le quinte.

———————

(*) mentre stavo scrivendo questo post sono stati pubblicati i risultati di uno studio di Bankitalia sul patrimonio degli italiani che ha evidenziato come, verso i 40 anni, nel nostro Paese gli uomini possiedono una ricchezza netta individuale superiore del 25% rispetto a quella delle donne (in Francia, tanto per dire, questo divario è del 12%). Certo, il denaro non è tutto; però mi pare che simili dati facciano riflettere.

mascotte 2

Filed Under: Storie Tagged With: Da Vienna a casa, mascotte, Nannerl

Primary Sidebar

Iscriviti alla mia newsletter

Categorie

  • Progetti
  • Storie
  • Viaggi
    • A piedi
    • Come capita
    • In bici

Seguimi

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Sponsor

Cerca

Se ce l'ho fatta io - un progetto di Monica Nanetti - Privacy Policy