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SE CE L'HO FATTA IO

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Mingalaba!! (saluto birmano)

4 ottobre 2017 By Monica Nanetti

La prima buona notizia è che non mi hanno fermata in dogana: cosa non scontata, considerata la quantità di cibo che stavo esportando.
Quindi eccomi finalmente a Yangon, un po’ rimbambita dal sonno e dal fuso orario: sono arrivata da poco, non ho ancora visto praticamente nulla, ma ci sono già alcune interessanti note che posso fare.
Della città parlerò più avanti, quando avrò girato un po’ di più; ma posso già dire che è un luogo che dà una nuova dimensione alla parola “sgarrupato”.
Ci sono piante dappertutto, in periferia e in pieno centro (anche perché il clima è identico a quello di una serra): alberi giganteschi, cespugli che si intrufolano tra una casa e l’altra e prendono il sopravvento, erbacce che crescono lungo le strade quasi ad altezza d’uomo. Ma ai birmani il verde piace: ci sono bancarelle di fioristi ovunque (non le distingui dal casino botanico che le circonda, ma loro ci sono) e persino i taxisti, fermi al semaforo, spendono volentieri qualche spicciolo per comperare da un ambulante una ghirlandina di fiori freschi da appendere allo specchietto retrovisore. Poi c’è il traffico, caotico e pazzesco, con ingorghi secolari; fatto che in parte è spiegato dalla durata dei semafori, il cui rosso dura a volte anche 4 o 5 minuti. Sempre a proposito di traffico, per ragioni assolutamente misteriose in Myanmar si guida a destra, come da noi, ma si utilizzano auto con il posto di guida pure a destra, come gli inglesi: il risultato è una scomodità di guida assoluta, e forse per questo il codice della strada non sembra essere una delle priorità dei locali.
E poi, una cosa che spero di approfondire nei prossimi giorni, ma che si capisce già benissimo: questo è ancora un luogo profondamente autentico, almeno per ora. Qui ci si muove, si mangia, ci si veste, si prega come si è sempre fatto da queste parti, magari con qualche aggiornamento come auto o cellulari, ma senza cambiare le proprie abitudini. Una di queste, che ti colpisce subito, è la quantità di uomini che si vestono con il longi: una specie di gonnellona a pareo, annodata sul davanti, che viene indossata con una normale camicia, sul lavoro. Sono anche eleganti, devo dire, ma ci vuole un attimo per abituarsi. Come a molte altre cose, del resto, in questo paese che promette davvero un sacco di belle scoperte. Stay tuned! 

Filed Under: Come capita, Viaggi Tagged With: Birmania, Myanmar

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