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SE CE L'HO FATTA IO

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Mal di piedi vista lago

6 ottobre 2019 By Monica Nanetti

Oggi tappa lunga ma in discesa: da Cossonay abbiamo finalmente raggiunto le rive del lago di Ginevra e ci siamo spinte fino a Losanna. Dopo sei giorni di cammino e circa 130 km percorsi, la stanchezza inizia davvero a farsi sentire: i muscoli delle gambe sono indolenziti, le ginocchia sono rigide e – quando alla sera ti levi le scarpe – le piante dei piedi friggono e pizzicano per la ripresa della normale circolazione. Tutto sommato, però, si tratta di problemi passeggeri e per nulla gravi: nulla che non possa essere migliorato sostanzialmente con una doccia e una buona nottata di sonno… o almeno lo speriamo.

Non fate commenti, vi prego

Anche oggi, comunque, percorso piacevolissimo, nella prima parte attraverso i boschi che portano da Cossonay alla cittadina di Bussigny; oggi oltretutto era domenica, e questo ci ha finalmente permesso di incontrare qualche anima viva (le prime da quando siamo partite) lungo i sentieri. Alcuni addirittura con zaino e scarponcini, in tenuta da pellegrini/viaggiatori come noi; altri in versione più casual; e alcuni personaggi davvero pittoreschi, come i vari gruppi di umani e cani in cui abbiamo incocciato a un certo punto del percorso. In realtà erano i membri del locale “club di agility” che stava partecipando a una gara. Di agility, in realtà, ce n’era ben poca, considerato che i cani che si portavano dietro erano il più simpatico gruppo di vecchi e scalcagnati quadrupedi che abbia mai visto: in realtà era una specie di caccia al tesoro, in cui tra le altre cose si guadagnavano punti convincendo uno sconosciuto a farsi fare un selfie in qualche modo “pittoresco”: morale, mi sono ritrovata con un paio di baffi alla Salvador Dalì disegnati sulla faccia, e ora la mia prestigiosa foto sta circolando, temo, per tutto il cantone.

Quanto al resto, queste sponde del lago trasudano ricchezza da ogni centimetro, con i loro praticelli curatissimi, le belle ville a bordo acqua, i circoli velici e gli impianti sportivi. Sempre a proposito di sport, a Losanna abbiamo fatto una capatina anche al Museo Olimpico (per chi non lo sapesse, questa città è tra l’altro sede del Comitato Olimpico Internazionale), veramente interessante e divertente. Basti dire che il guardaroba è fatto con mobiletti stile spogliatoio (ciascuno intestato al vincitore di una medaglia olimpica), e che alla porta di ingresso si passa sotto un’asticella del salto in alto piazzata al livello del record del mondo: 2,45 metri, per la precisione, e vi assicuro che è una cosa che fa davvero impressione; personalmente, se per assurdo mi sollevassero con un paranco, avrei parecchi problemi anche solo a calarmi giù da un’altezza del genere, sia pure con un materasso ad accogliermi.

Sempre a proposito di Losanna – bella ed elegante – va detto che dal punto di vista orografico non è proprio comodissima: si eleva sopra le rive del lago con salite parecchio ripide (mi verrebbe da paragonarla a Genova), che diventano ancora più ripide se si hanno 8 kg di zaino sulle spalle e 25 km di strada nelle gambe. Quindi, se si è scelto un albergo in centro, è meglio non badare alla semplice distanza, ma pensare al dislivello e prendere la metropolitana. L’alternativa – che è quello che è successo a me – è arrivare alla reception con gli occhi fuori dalla testa e in uno stato confusionale non proprio onorevole.

La fiamma olimpica sorvegliata da un ineffabile Barone de Coubertin

 

 

Filed Under: A piedi, Viaggi

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