Una novantina di km in bicicletta, finalmente sotto un cielo che non minacciava pioggia e senza raffiche di vento. Il freddo sì, quello continua (un po’ come dappertutto, a quanto leggo): questa mattina uscendo dall’albergo c’erano 0 (zero) gradi. Ma diciamoci la verità, anche se potrei metterla giù in modo più eroico: il freddo in sé, quando si va in bicicletta, non è un vero problema. Basta coprirsi bene e continuare a muoversi.
Infatti oggi è stata una giornata davvero rilassante, nonostante la rispettabile lunghezza della tappa, accompagnata anche un piccolo intoppo tecnico con la foratura della ruota anteriore di Cristina risolta a tempo di record (a questo proposito, vorrei proporre chi ha inventato le bombolette ripara-gonfiagomme come candidato al Nobel per la pace, e le bombolette stesse come patrimonio dell’umanità Unesco).
Così siamo arrivati a Nevers, che ha le dimensioni di una “vera” città, soprattutto per gli standard a cui ci siamo ormai abituati. È anche una città molto bella, con molti laboratori – e pure un museo – di “faïences” (le tipiche ceramiche di produzione locale), un’imponente cattedrale gotica e un “palazzo ducale” di grande eleganza.
Insomma, si vede che ci stiamo avvicinando al cuore del nostro viaggio, quella Loira che da secoli è un concentrato di bellezza e armonia: d’altronde, il vecchio Leonardo non era mica scemo…
Girando per questi posti, ci si accorge che la scelta della bicicletta come mezzo di trasporto è decisamente una formula azzeccata: perché questo tipo di luoghi va assaporata con lentezza, gustando non solo gli spettacoli che si offrono alla vista, ma anche i suoni, gli odori, i ritmi che filtrano dalla campagna circostante.
Un po’ come fanno gli innumerevoli turisti che navigano fiumi e canali a bordo di yacht, house boat e imbarcazioni varie: loro vanno ancora più lenti di noi (ne abbiamo superati parecchi lungo la strada, e in più hanno anche frequenti soste tecniche per attraversare le chiuse), ma le persone che sono a bordo sembrano non dispiacersene affatto; anzi, hanno tutta l’aria di apprezzare questi ritmi lenti come un ulteriore vantaggio della vacanza.
Per stasera è tutto, direi: mi si chiudono gli occhi dal sommo, quindi della nostra alimentazione vi parlerò domani. Per il momento vi dico solo che l’appuntamento con la cena ci sta regalando moltissime soddisfazioni.
A presto!
