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SE CE L'HO FATTA IO

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Leonardo in bicicletta

24 novembre 2018 By Monica Nanetti

In un periodo decisamente pesante, costellato di eventi e notizie che vanno dal poco piacevole al pessimo, per darmi un po’ di carica ho pensato molto a Leonardo. Non DiCaprio: parlo di quello vero, con lo sguardo corrucciato, la barbona e il capello lungo da hippie ante litteram. Perché, tanto vale che ve lo anticipi, di Leonardo da Vinci sentiremo tutti parlare molto più del solito, nei prossimi mesi.

Il 2019 è infatti un anniversario importante: il cinquecentesimo della morte di quello che, senza discussione, è il più grande genio di tutti i tempi. Mi sto leggendo a tempo perso un po’ di notizie su questo personaggio, giusto per andare al di là degli stereotipi “gioconda-invenzioni-scrittura al contrario” e sto scoprendo una vera miniera di storie meravigliose (che magari vi racconterò un po’ alla volta, a tempo debito) su quello che era davvero un uomo al di fuori di tutto: dell’intelligenza media, certamente, ma anche delle idee, delle convenzioni, dei costumi della sua epoca.

Confesso che, comunque, non avrei mai fermato più di tanto la mia attenzione su Leonardo se non fosse stato per Asli, la mia vulcanica amica proprietaria del Gogol’Ostello di Milano: che è un luogo, come ho già avuto modo di raccontare, dove succedono sempre cose particolari e dove si concentrano personaggi assolutamente unici. Uno di questi è Giovanni Bortolin, un signore milanese che, una volta andato in pensione, ha dedicato gran parte delle sue energie agli studi su Leonardo da Vinci – di cui sa praticamente tutto – fondando una sorta di club di “ultras leonardiani”: il “Lionardo’s Corner”, che ha sede per l’appunto presso il Gogol’Ostello.

Come sempre tra matti ci si intende a meraviglia: lo scorso anno mentre stavo pedalando tra Vienna e Milano mi raggiunge infatti un messaggio di Asli: “C’è qui un signore che propone di celebrare Leonardo da Vinci andando in bicicletta fino ad Amboise, che ne dici?”.

Fedele alla mia filosofia spicciola, la risposta è stata inevitabile: “Perchè no?”. Il tutto, devo ammetterlo, senza avere la minima idea di dove fosse Amboise e tantomeno dei motivi di questa celebrazione.

Ma ci avevo visto giusto, perché quella di Giovanni si sta rivelando davvero una bellissima idea piena di spunti, notizie, contatti interessantissimi.

Ma iniziamo dai fondamentali: il viaggio. La méta, il castello di Clos-Lucé ad Amboise, sulla Loira, è l’ultima residenza di Leonardo da Vinci: il luogo dove ha lavorato per gli ultimi due anni delle sua vita e dove è morto, il 2 maggio 1519, all’età di 67 anni. Il punto di partenza è Milano… dove abito io. Ma anche il luogo dove Leonardo ha speso molta parte della sua esistenza e dove ha lavorato ad alcune delle sue più grandi opere: Milano è una città che non ama molto celebrare i suoi luoghi e i suoi personaggi, ma è indubbio che le influenze leonardesche si respirano un po’ dovunque, dal Cenacolo alle chiuse sui Navigli.

Il castello di Clos-Lucé, ad Amboise

Insomma, legare tra loro questi due luoghi ha davvero un senso. Quello che mi preoccupava, però, era l’itinerario: prima di tutto perché le Alpi hanno questa sgradevole caratteristica di mettersi di mezzo dovunque tu decida di andare in Europa, e poi perché volevo assolutamente evitare strade ad alto traffico e quindi ad alta pericolosità. Ci ho studiato su parecchio, devo dire, spendendo serate tra cartine tradizionali, mappe on line e navigatori GPS e ipotizzando ogni tipo di percorso. Alla fine, la grande scoperta: cucendo insieme un paio di ciclovie, si arriva dritte dritte (uso il plurale perché c’è anche Annita, ovviamente) fino ad Amboise, praticamente sempre su piste ciclabili, argini o stradelle secondarie.

Certo, la strada si allunga un pochetto rispetto al percorso automobilistico: alla fine vengono fuori circa 1350 km rispetto ai 950 della strada diretta… ma dato che il bello del viaggio sta sopratutto nel viaggio stesso, per come la vedo io riuscire ad allungare la strada è un vantaggio assai più che un inconveniente. Anzi, un po’ mi dispiace, perché avrei voluto arrivare a 1519 chilometri (tanti quanti l’anno di morte di Leonardo), ma non ci si riesce… a meno che non mi venga in mente una bella deviazione di 170 km!

Comunque, il programma per ora è questo (poi si affinerà, e magari si modificherà in qualche dettaglio, nell’arco dei prossimi mesi):

partenza da Milano: mercoledì 24 aprile 2019;

itinerario: Milano – Castelletto Ticino – Ponte Tresa – e da qui l’itinerario ciclistico svizzero n.3 (Nord-Sud) fina a Basilea. A Basilea, ci immettiamo sull’Eurovelo 6 (che arriva da Costanza, sul Mar Nero) e raggiungiamo Amboise, a poche decine di km da Tours;

partecipanti: Annita e io, come sempre. E poi, il vecchio gruppo “da Vienna a casa” che ci raggiungerà un po’ alla volta lungo la strada;

arrivo previsto a Tours: 14/15 maggio 2019.

Nel frattempo, un tagliandino alla Poderosa per mantenerla in perfetta forma!

Data la stagione, attraverseremo il Gottardo in treno attraverso il tunnel, perché il passo è chiuso fino a circa metà giugno (il che significa che abbiamo già un obiettivo per un bel weekend estivo, per completare il pezzetto mancante). Abbiamo ancora molte cose da chiarire e definire (primo tra tutti, il solito problema di come far rientrare la Poderosa e l’altra bici una volta giunte a destinazione), ma un po’ alla volta verremo a capo di tutto.

Per il momento, la cosa bella è l’idea di un nuovo progetto, con tutte le prospettive e l’eccitazione che questo porta con sé: anche questo fa parte del fascino del viaggio.

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: eurovelo, Leonardo in bicicletta, loira

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