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SE CE L'HO FATTA IO

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Leggerezza, perfetta compagna di viaggi

6 maggio 2018 By Monica Nanetti

La Betta è la cugina dell’Annita, che è la mia amica e compagna di viaggi in bici dalla Via Francigena dello scorso anno in avanti (ndr: l’uso dell’articolo “la” davanti al nome è deliberato e volto a sottolineare la nostra appartenenza alla categoria delle sciure milanesi).

Io, la Betta, l’avevo incontrata solo un paio di volte; si è aggregata al nostro viaggio in Svizzera della scorsa settimana perché – oltre a essere amica e parente di Annita – ha un sacco di cose in comune con noi, prima tra tutti la voglia di pedalare e di divertirsi. Così la nostra escursione a Ginevra è stata un’occasione per stare un po’ insieme e per fare amicizia con una persona davvero piacevole: da ogni punto di vista, la Betta è una perfetta compagna di viaggi.

Ed è stata anche, involontariamente, la molla che mi ha messo sotto gli occhi, una volta di più e con grande chiarezza, quello che viaggiare in bici rappresenta per me e – a quanto pare – per parecchie altre persone.

Per quanto dinamica, attiva e amante della bicicletta, la Betta (che come noi ha passato la cinquantina, è sposata e ha figli già grandi) non era mai partita per un “vero” viaggio su due ruote di più giorni, in piena libertà e totale autonomia (mi veniva da dire autosufficienza, ma considerato la civiltà e il grado di organizzazione dei luoghi attraversati mi sono sentita ridicola). E rivedere attraverso di lei tutte le emozioni e le sensazioni della “prima esperienza” è stato davvero illuminante. Perché è vero che non sono certo una vecchia volpe dei viaggi in bici e la mia esperienza si riduce a ben poco; ma l’impatto della “prima volta” in assoluto resta qualcosa di intenso, unico e irripetibile.

In qualche modo – superate le paure, le incertezze, i dubbi su “non essere all’altezza” – è come se di colpo ti si aprissero delle porte che fino a quel momento non avevi neanche mai visto. Non c’entra la distanza percorsa, il grado di difficoltà, e probabilmente neppure la bellezza dell’itinerario; quello che succede è che ti riappropri di una dimensione di semplicità essenziale che ti rende felice in modo immediato e istintivo, senza bisogno di nient’altro. Riscopri una leggerezza che credevi perduta per sempre (così ne approfitto per propinarvi una delle mie citazioni preferite, da Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”).

È difficile spiegare a parole queste sensazioni, che abbiamo tentato di descriverci a vicenda mentre pedalavamo lungo il Rodano.

Ma forse la Betta con le sue riflessioni è riuscita a rendere bene l’idea: “È una sensazione meravigliosa. È come se in un certo senso mi riappropriassi della mia libertà di ‘ragazza’…quel sentimento che hai quando sei spensierata, senza preoccupazioni e provi un senso di onnipotenza perché ti senti padrona del mondo. Ogni tanto, fa bene ‘staccarsi’ dalla famiglia, con tutto l’amore e l’importanza che le si dà: perché anche gli affetti più sinceri e profondi richiedono un notevole impegno; e ciò comporta – anche – un certo dispendio di energie…”.

Ecco, io non avrei saputo spiegarlo meglio: inclusa la considerazione che anche l’affettività assorbe qualcosa, in termini energetici. E anche se è senza alcun dubbio un “investimento” ampiamente ripagato, ogni tanto è rigenerante prendersi una piccola, innocua pausa per ricaricare le proprie batterie.

Resta però, per me, un piccolo mistero: come mai questa cosa sia collegata in modo così diretto e immediato con l’andare in bicicletta. Anche viaggiare in altro modo, mettendosi al volante o salendo su un aereo, ti dà sicuramente un senso di libertà; ma per quanto mi riguarda non è paragonabile al caricare il tuoi 10 chili di bagaglio nei borsoni e salire in sella, anche se, magari, fermandosi dopo solo 300 metri per consultare mappe e gps o scendendo per spingere a piedi alla prima salita. C’è qualcosa, nel pedalare, che ha un profumo di libertà più intenso di ogni altro.

Io ve l’ho detto. Datemi retta, superate le vostre paure, le vostre resistenze, il vostro debordante senso del dovere e mettetevi in moto, a modo vostro e con i vostri ritmi: non ve ne pentirete, promesso.

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: bicicletta, Svizzera

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