Un giro in bicicletta fa venire in mente molte cose. Se poi il giro è lungo più di mille chilometri, le idee che vengono sono davvero tante.
Sono partita a maggio 2017, insieme a un’amica, per un viaggio senza programmi, senza impegni, senza obiettivi di risultato. Da Aosta a Roma, seguendo la Via Francigena, abbiamo semplicemente preso un po’ di tempo per avventurarci in un progetto tutto nostro, senza avere la minima idea se saremmo state in grado di portarlo a termine. Ma non era questo il punto: l’importante era godersi il percorso, con la libertà di non avere nulla da dimostrare a nessuno (uno dei pochi vantaggi dell’aver superato il mezzo secolo di vita).
A sorpresa, strada facendo mi sono resa conto che un piccolo progetto come questo, nella sua semplicità, è il sogno di molte altre persone: che si tratti di un viaggio in bicicletta lungo la Via Francigena, di un percorso a piedi, di un viaggio in un luogo sognato da sempre. Ed è un sogno assolutamente a portata di mano, se solo ci si riesce a convincere che il resto del mondo non crolla se facciamo qualcosa per il puro gusto di farlo.
Insomma, l’idea è che per una volta in vita mia mi sento di poter essere da incoraggiamento per qualcun altro. Non perché abbia fatto qualcosa di difficile o importante, ma per il motivo opposto; non è necessario essere supereroi per seguire le proprie passioni: se ce l’ho fatta io…