In questi giorni di clausura forzata ognuno mette in luce le caratteristiche del proprio carattere. C’è chi si agita e si innervosisce (non apro qui la polemica su quelli che “devono” andare a correre o a pedalare perché se no non la finiamo più, tanto ognuno la pensa come vuole; personalmente #iorestoacasa). C’è chi si imbozzola e passa le giornate a produrre torte e pane fatto in casa. C’è chi continua a lavorare, anche a distanza, magari mettendosi pure giacca e cravatta davanti al computer in tinello. C’è chi si deprime e si angoscia. E così via.
Poi c’è una categoria, rara e preziosa, che mette davvero in pratica il trito concetto da convention aziendale “fare di un problema un’opportunità” e che anziché abbattersi si inventa cose nuove, soluzioni utili, modi originali ed efficaci di affrontare i problemi che tutti noi stiamo vivendo. Gente che, in caso di necessità, sa davvero tirare fuori il meglio.
Credo che in campo medico ce ne siano una quantità, di esempi del genere, e data la mia ignoranza in materia non sta a me segnalarli; immagino che ce ne siano molti anche in ambito organizzativo, perché non è facile riorganizzare intere collettività in un’emergenza così violenta e inedita.
Poi ci sono i piccoli genî quotidiani: persone che lavorano in ambiti che nulla hanno a che fare con l’emergenza sanitaria, ma che riescono ugualmente a inventarsi modi efficaci per rendersi utili alla collettività. Magari per quanto riguarda un aspetto specifico, a volte anche secondario. Ma si tratta comunque di piccoli granelli di inventiva che, messi insieme, contribuiscono a farci affrontare meglio la situazione che ci sta di fronte.
Questo, per esempio, sviluppato da un amico di un amico: filaindiana.it. Un sito semplicissimo, che fornisce i tempi di attesa delle file davanti ai vari supermercati, aggiornati in tempo reale sulla base delle segnalazioni degli stessi utenti.
Ve lo segnalo per tre motivi: sia perché oggettivamente è comodo ed evita errori nella scelta degli orari per la spesa; sia perché con le vostre segnalazioni potete contribuire al miglioramento e alla precisione del sistema; sia perché alla fine – riducendo i tempi di permanenza in coda – dà il suo piccolo contributo a limitare i contatti e ad arginare eventuali contagi.
Certo, non è nulla di risolutivo. Però è il segnale che qualcosa si può fare, a qualsiasi livello. E che in tutti questi piccoli qualcosa messi insieme possiamo trovare le risorse e l’energia per non farci abbattere e per convincerci che verremo fuori anche da questo periodo di paura e di dolore.