• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

SE CE L'HO FATTA IO

Sogni. Ci provi. Ti piace. Ripeti.

  • L’idea
  • Chi sono
  • Viaggi
    • In bici
    • A piedi
    • Come capita
  • Progetti
  • Storie
  • Attrezzatura
  • Podcast
  • Libri & guide
    • “In bicicletta. L’Europa a due ruote” – National Geographic/White Star Editore
    • “La Via Francigena svizzera” – Morellini Editore
    • “Via Francigena for dummies” – Hoepli Editore
    • “Se ce l’ho fatta io” – Ultra Sport Editore
  • Parlano di noi
  • Contatti
You are here: Home / Storie / La sindrome dell’impostore

La sindrome dell’impostore

7 marzo 2019 By Monica Nanetti

A voi è mai successo di sentirsi inadatte? La foto qui sopra, scattata l’altro giorno nella mia cucina, è la sintesi grafica di come spesso mi capita di sentirmi: io sono l’uovo al centro, ovviamente, piccolo e scuro e palesemente non all’altezza della situazione.

È una lotta che porto avanti da tantissimo tempo – più o meno ne ho sempre avuto memoria – che probabilmente si basa su una insicurezza di fondo, e che di certo è stata anche fertilizzata da persone che in passato hanno dato il loro contributo ad alimentare il mio senso di inadeguatezza.

Quel che è certo, è che non sono sicuramente l’unica a temere di non essere mai “abbastanza” (brava, intelligente, bella, empatica ecc ecc): è un problema che (ma va???) riguarda soprattutto le donne e che si è addirittura guadagnato una definizione scientifica, la “sindrome dell’impostore” (termine coniato nel 1978 dalle psicologhe americane Pauline Clance e Suzanne Imes).

Non starò a tediarvi con le pittoresche fisime che ogni tanto (o ogni poco) mi assalgono a tradimento: dal timore che scoprano che io abbia conseguito una prestigiosa laurea senza aver capito nulla del 90% dei corsi, fino alla convinzione di essere talmente brutta da risultare fastidiosa per le persone che mi circondano. Sono sicura che ognuno ha le sue, di innocue follie.

Di sicuro, però, c’è il fatto che questa cosa dell’andarmene in giro in bicicletta, scoperta per caso solo un paio di anni fa (mi sembra passato un secolo!), è stata straordinariamente salutare per la mia autostima. Non nel senso che mi ritenga qualcosa di meglio rispetto a prima, ma nel senso che mi interessa molto meno l’idea di essere “all’altezza”: e credo che alla fine sia questo, il vero obiettivo.

È da un po’ che sto cercando di capire le ragioni di questo strano collegamento: perché mai dovrei sentirmi più sicura di me stessa, considerato che le mie non sono certo prestazioni “atletiche”, anzi?

In realtà credo che entrino in gioco molti fattori: il superare la paura di ambienti sconosciuti, l’esercizio di fiducia dell’ “in qualche modo me la caverò”, il fatto di fare qualcosa di fine a se stesso e privo di finalità palesi e immediate… sto cercando di mettere in ordine le idee, perché credo che potrebbe nascerne qualcosa di interessante.

Ecco, così vi ho raccontato il seme del mio prossimo progetto, sbucato – guarda caso – proprio al momento in cui è andato in stampa il nuovo libro (è un manuale, si chiama “Via Francigena for dummies” e ve ne parlerò meglio nei prossimi giorni).

Intanto, insieme ad Annita, ci studiamo mappe e itinerari per “Leonardo in bicicletta”, alla cui partenza mancano solo 47 giorni. Ma anche di questo vi aggiornerò presto.

Una nota conclusiva, tornando alle uova; non è quello scuro ad essere piccolo: quello è un normale uovo di gallina. Sono le altre due ad essere fuori taglia, perché sono uova di oca: belle, candide ed eleganti, ma alla fine anche loro hanno chiuso la carriera sotto forma di tagliatelle…

Filed Under: Storie

Primary Sidebar

Iscriviti alla mia newsletter

Categorie

  • Progetti
  • Storie
  • Viaggi
    • A piedi
    • Come capita
    • In bici

Seguimi

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Sponsor

Cerca

Se ce l'ho fatta io - un progetto di Monica Nanetti - Privacy Policy