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La Poderosa va a Ferrara

27 ottobre 2019 By Monica Nanetti

Che bel giro, e che due giornate divertenti: venerdì e sabato li ho dedicati al Festival del Ciclista Lento di Ferrara, di cui vi ho parlato nello scorso post. Una manifestazione che si è confermata come la bellissima gabbia di matti che prometteva di essere, e che mi ha portato in giro per Ferrara (splendida città, fateci una passeggiata quando vi capita l’occasione) a una velocità media di circa 1,5 km/h, mangiando, bevendo e chiacchierando come se non ci fosse un domani con molte persone simpatiche, interessanti e divertenti che ho avuto modo di conoscere. Non ci crederete, ma è anche quello può essere faticoso; e ieri sera, sulla strada del ritorno, ero stanca morta.

E altrettanto bello è stato il “prologo”, venerdì. Perché era da un bel pezzo che non salivo sulla Poderosa, e avevo proprio voglia di farmi un bel giro. Così, con la collaborazione di una parte del mio parentado, venerdì mattina io e la Poderosa ci siamo fatte dare un passaggio in auto da mia sorella e mio cognato fino a qualche km a sud di Mantova. E da lì, seguendo l’argine del Po e poi la bellissima ciclopedonale del Burana, sono arrivata a Ferrara dopo una novantina di km.

Un giro solitario, che mi sono goduta tantissimo; solitario poi per modo di dire, perché lungo la strada ho incrociato una quantità di altri simpatici ciclisti (tra cui il mitico “Ciano” Luciano Dalmut, proveniente da Trento vera e propria colonna del Festival ferrarese) che mi hanno tenuto compagnia per un po’ di km. Il clima era perfetto; l’itinerario piatto, scorrevole e tranquillo; i panorami suggestivi, con il Po gonfio delle piogge degli ultimi giorni e i piccoli paesi addossati agli argini dominati da grandi chiese – quasi sproporzionate rispetto al reso dell’abitato – rivolte verso il fiume quasi a omaggiare una sorta di divinità alternativa, dispensatrice di vita e di morte. Un itinerario bellissimo, che vi consiglio vivamente.

Con il grande “Ciano”

Qualche problema, in realtà, l’ho avuto: perché, tutta persa nei miei pensieri e nella pace di una bella passeggiata a pedali, non mi sono resa conto che era passata l’ora di pranzo. E a quel punto, con una fame omicida, le possibilità di trovare qualcosa di aperto lungo la strada, alle due del pomeriggio, erano pressoché nulle.

Al danno poi si è aggiunta la beffa quando mi sono trovata a passare da Felonica, paesino che rivendica con orgoglio il fatto di essere la “capitale della cipolla” e il luogo dove ogni giorno si sforna il mitico “Tiròt”. Specialità assolutamente misteriosa, ma che avrei assolutamente voluto provare, se non fosse stato per il fatto che a quell’ora mi trovavo praticamente in un villaggio fantasma. Quando poi, una volta arrivata a Ferrara, ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto di cosa si trattava (una focaccia alle cipolle che è addirittura un presidio Slow Food) ho pensato che avrei fatto meglio a sedermi sui gradini della chiesa di Felonica ad aspettare che aprisse il panettiere, e al diavolo tutto il resto.

Ma ormai era tardi, quindi mi toccherà tornare per prendermi la mia rivincita. Intanto, però, vi riconfermo una cosa: se avete un’ora, o un giorno intero, o un fine settimana libero, salite in bici e fatevi un giro, breve o lungo che sia; e se per caso non trovate compagnia, partite anche da soli, perché anche quello ha un fascino particolare e straordinario. Garantito che ritornate alla base con un bel sorriso.

Anche se io, con il Tiròt, ho ancora un conto aperto.

Filed Under: In bici, Viaggi

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