Lo ammetto: a me fare buoni propositi piace moltissimo. Anche se ne ho già fatti a milioni (a volte pure in contraddizione tra loro), anche se so che non li manterrò, anche se alcuni sono irrealistici o tanto generici da poterci far stare dentro tutto e nulla.
Fare buoni propositi, per me, significa soprattutto fare il punto: di dove si è, di come ci si è arrivati, di dove si vorrebbe andare. Poi tanto, lo sappiamo, il futuro è sempre un bersaglio mobile e i programmi valgono solo per aiutarci a prendere una direzione piuttosto che un’altra, senza sapere davvero se, in ultima analisi, sarà la scelta migliore: come recita un detto che credo diffuso in tutte le religioni, “quando l’uomo fa progetti, dio ride”.
Ma è bello pensare di avere davanti degli spazi di miglioramento per se stessi e per la propria vita, e fare buoni propositi significa proprio questo.
La fine dell’anno (anzi, di un intero decennio) è l’occasione ideale per una simile attività (l’altra scadenza tradizionale è il primo settembre, e in entrambe c’è un’unica certezza: la frase “mi metto a dieta”), ma devo dire che quest’anno ho un po’ di difficoltà ad articolare un elenco compiuto.
Questo perché mi trovo in una fase di cambiamenti (l’ennesima, ma non ci si abitua mai): di lavoro, di ritmi di vita, di spazi fisici e mentali. E le idee sono più arruffate e confuse del solito, cosa che rende difficile la stesura di un elenco chiaro: inevitabile, quando si naviga a vista.
L’unica cosa di cui sono certa è che nella lista dei buoni propositi per il prossimo decennio c’è quello di non permettere al mio senso del dovere di dilagare fino a trasformarsi, come suo solito, in senso di colpa congenito; in altre parole, e sotto un’altra angolazione, imparare a credere davvero che se una cosa mi fa piacere, non necessariamente dovrò prima o poi pagarne il conto amaramente.
I progetti nati in questi ultimi tre anni sotto l’ombrello “se ce l’ho fatta io” mi hanno dato un grandissimo aiuto, sotto questo punto di vista: e per questo al primo posto tra i miei buoni propositi c’è l’idea di continuare a sviluppare e approfondire questo tipo di esperienze, con nuovi viaggi e nuovi progetti su cui sto lavorando (a proposito, lo avete sentito il podcast? Cosa ne dite?) e di cui vi parlerò presto.
Mi piacerebbe anche sapere quali sono i vostri, di buoni propositi: c’è qualcuno che ha voglia di raccontarmeli? Potremmo addirittura farne un elenco, un piccolo magazzino a disposizione di tutti, in cui andare a pescare quando si è a corto di ispirazione…
Vabbè, voi pensateci: quella di domani è la notte dei buoni propositi per eccellenza, e quello che auguro a tutti noi è che si riesca in ogni caso a trovare un obiettivo, un desiderio, un pensiero felice verso cui tendere. Che poi, in altri termini, è il mio augurio migliore per un bellissimo nuovo decennio.
P.S.: ho già detto che dal primo gennaio ho deciso di mettermi a dieta?