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La Loira in bicicletta e le sue sorprese

7 maggio 2019 By Monica Nanetti

Seguire la Loira in bicicletta significa immergersi in un mondo di verde, di quiete e di placidi canali. Ma è un viaggio che non ha nulla di monotono, perché ogni manciata di chilometri c’è sempre qualcosa capace di sorprenderti.

Oggi, per esempio, la prima sorpresa è stata il panorama del Bec d’Allier, nel punto dove il fiume Allier confluisce nella Loira formando una grande ansa; ma quello che mi ha colpito ancora di più, poco prima, in questo immenso intreccio di fiumi e di canali navigabili, è stato il ponte che attraversa il fiume. Che da un lato ha una passerella per bici e pedoni, come spesso accade; ma al centro, al posto della carreggiata per le auto, c’è un grande canale controllato da una chiusa, in cui passano barche anche di ragguardevole stazza. In pratica un ponte su cui (e non sotto cui) passano le barche, che scavalca un fiume.

Qualche decina di km più avanti il paese di Charitè, dall’altro lato del fiume, dove ci siamo fermati per pranzo: un villaggio nato intorno a un’antico monastero cluniacense, che ancora conserva l’immensa chiesa gotica che ne costituiva il cuore. Bellissimo, inaspettato e ricco di atmosfera. Tanto più quando, subito dopo aver mangiato, ci siamo accorti che in cielo, il sole era circondato da un immenso arcobaleno rotondo, che creava un alone lattiginoso. Un fenomeno, mi è stato poi spiegato, dovuto alla presenza di cristalli di ghiaccio nell’atmosfera, ma che sul momento faceva l’effetto surreale e un po’ inquietante di un grande occhio che ci scrutava dall’alto.

E così, con un totale di circa 75 km, siamo arrivati questo pomeriggio a Sancerre, bellissimo paesino antico e ricco di storia, che si erge sulla cima di una collina (il che significa, peraltro, che per arrivarci bisogna pedalare su una salita micidiale. Il paese è celebre soprattutto per l’omonimo vino, davvero eccellente, che ci siamo bevuti con grande entusiasmo e che ricorderemo a lungo.

Anche noi però, a modo nostro, saremo ricordati in paese, o quantomeno nel bell’hotel panoramico che ci ospita questa sera.

Il “merito” è tutto di Annita, partita con decisione per ammirare la terrazza esterna senza accorgersi che detta terrazza era separata dal locale interno da una spessa (ed evidentemente pulitissima) vetrata a tutta parete: risultato, una facciata fantozziana. 

Nel locale è sceso il gelo per una frazione di secondo; quando però ci si è resi conto che Annita per prima stava sghignazzando – e che quindi i danni erano quasi nulli – io, che ero lì di fianco e avevo a mia volta le lacrime agli occhi per la scena nel più puro stile “oggi le comiche”, ho visto gli altri presenti nel locale (la barista e una coppia di giovani fidanzati assorti fino a quel momento in romantici sussurri) perdere miseramente la loro personale battaglia per l’autocontrollo e lasciarsi andare all’ilarità sfrenata. Una scena davvero memorabile.

Per stasera credo di avervi raccontato abbastanza: oggi il meteo ci ha graziato, ma domani le previsioni danno di nuovo pioggia e vento, e ci aspetta un’altra novantina di km per arrivare a Sully sur Loire. Non potendo fare altro, incrociamo le dita.

A domani!!

Filed Under: In bici, Viaggi

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