Anno dopo anno, divento sempre più brontolona: il Natale è solo un’orrenda scocciatura, uno stress, una spesa, un modo certo per ingrassare qualche chilo, un rituale ormai svuotato da ogni significato e ridotto a puro strumento commerciale.
Poi, però, almeno l’albero vuoi non farlo? E la ghirlanda sulla porta, giusto per dare un’aria di festa? E la cena con gli amici? E la tradizionale riunione tra sorelle, un giorno intero di lavoro e chiacchiere per confezionare chili di tortellini rigorosamente a mano? E la vigilia con la maxiriunione di famiglia?
Quindi, anche questa volta ho sbracato: perché del Natale non ci si libera facilmente, e – come è noto – quando arriva, arriva. A questo punto, meglio arrendersi con garbo ed eleganza: benvenute feste, benvenute colonne sonore al glucosio, benvenute palle (nel senso di decorazioni), benvenuti affetti – pochi ma buoni – così solidi e profondi da essere parte integrante di tutta te stessa. Forse il più grande regalo che ci fa il Natale è proprio questo: anche senza che lo vogliamo, quasi contro la nostra volontà, ci ricorda che, per quanto lontano possiamo andare e per quanto soli ci possiamo sentire, abbiamo sempre delle radici che sono in grado di darci un po’ di serenità, se solo siamo in grado di rendercene conto.
Buon Natale a tutti!!
