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La fatica inizia a farsi sentire

5 ottobre 2019 By Monica Nanetti

Quella di oggi, sulla carta, era la giornata più pesante: oltre 25 km per quasi 600 metri di dislivello. E in effetti, faticosa lo è stata davvero, anche perché, come al solito, alla resa dei conti i km totali a fine giornata sono sempre qualcuno in più del percorso “sulla carta”: nello specifico, abbiamo raggiunto quota trenta. E infatti quando siamo arrivate alla nostra destinazione, il villaggio di Cossonay, non si può proprio dire che avessimo un’andatura baldanzosa. Anche perché una caratteristica delle tappe di questo percorso sulla Via Francigena svizzera è che ogni giornata si chiude in una piacevole località che domina dall’alto bellissimi panorami : il che – da un altro punto di vista – significa che gli ultimi km di ogni tappa, proprio quando senti i muscoli indolenziti e le piante dei piedi che friggono, prevedono invariabilmente una bella salitona.

C’è anche da dire, però, che il percorso di oggi è stato talmente interessante, bello e variato da farci dimenticare almeno un po’ di fatica; piatto forte della giornata l’Abbazia cluniacense di Romainmoitier, cuore di un piccolo,  antico e affascinante villaggio. Ma anche piccoli paesi tranquilli, boschi fitti e grandissimi, castelli, corsi d’acqua lungo cui camminare attraverso campi coltivati. Persino il tempo ci ha relativamente graziate, girando al bello nel pomeriggio dopo una mattinata di sgradevole pioggerella intermittente. Insomma, una gran bella camminata, anche se in questo momento le mie ginocchia gridano vendetta.

C’è di bello che oggi la nostra compagina si è infoltita: a camminare con noi c’era anche Cecilia, che ci ha raggiunte ieri in treno; e questa sera si è aggregato anche Roberto, marito di Sara, per una bella cena in compagnia. Domani, quindi, piccolo cambio di formazione: a camminare con me fino a Losanna ci sarà solo Cecilia (che ripartirà poi in serata per Milano), mentre Sara e Roberto faranno la tappa insieme in treno; soluzione che ci permetterà anche di far riposare per un giorno la caviglia di Sara, che non sembra nelle migliori condizioni di forma.

E poi, un’iniezione di energia ed entusiasmo ci è arrivata dal fatto che dalla finestra della stanza del piacevole hotel in cui dormiamo stanotte, proprio sopra la stazione della funicolare che collega con in fondovalle (e che per l’appunto si chiama Hotel Le Funi), siamo riuscite a scorgere in lontananza un piccolo spicchio del Lago di Ginevra: la nostra meta di domani e il segno evidente che la strada percorsa ci sta portando attraverso luoghi e panorami molto diversi e anche piuttosto distanti tra loro. Il che, inutile negarlo, è sempre una gran bella soddisfazione.

Come in ogni viaggio a questo punto, dopo cinque giorni di cammino, iniziano a stabilirsi abitudini e piccole manie: la nostra ultima, in ordine di tempo, è quella che ci vede fissate con i succhi di frutta Granini, tipicamente svizzeri: te li servono praticamente in ogni bar, hanno una bottiglietta in vetro con dei pois in rilievo e vengono versati in un apposito bicchiere che “fa pendant”, anch’esso in vetro a bolli e il marchio Granini. Lo stop a metà mattina per “un Granini” è ormai un’abitudine, e ogni volta non perdiamo occasione di ammirare bottiglia e bicchieri come se fossero delle opere d’arte. La stanchezza fa davvero brutti scherzi.

Un ultimo aggiornamento riguardante i miei pantaloni strappati: la riparazione di fortuna con il cerotto da medicazione ha funzionato, ma non proprio al cento per cento. Strada facendo i bordi della stoffa si sono spostati e la parte adesiva del cerotto ha iniziato a emergere in superficie, con risultati non proprio entusiasmanti né dal punto di vista estetico (ora lo strappo è reso evidente da una imbarazzante striscia color carne) né da quello funzionale (il sedere che tende ad appiccicarsi alla sedia non è una bella sensazione). Ma tanto, neanche a Cossonay è pensabile di poter trovare un negozio che venda pantaloni da trekking, quindi diciamo che va bene così. Ci sono più probabilità domani a Losanna: anche se, a quel punto, dovrò vedermela con i terrificanti prezzi svizzeri…

 

 

Filed Under: A piedi, Viaggi

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