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La Cechia, le colline e la pioggia

7 giugno 2024 By Monica Nanetti

Eccomi qui, mentre esco da Praga e percorro tutta giuliva la bella e tranquilla ciclovia che costeggia la Moldava, baciata da un tiepido sole sotto un limpido cielo blu.

La fine della cartolina è arrivata poco dopo. Non tanto perché all’altezza di Vrané nad Vltavou il percorso abbandona il fiume e inizia a salire, con pendenze non proibitive ma lunghe, costanti e piuttosto stancanti. Il vero problema è che il tempo, qui in Cechia, se ne frega delle previsioni, fa decisamente quello che gli pare e lo fa molto rapidamente. Questo il motivo per cui ci sono pochissime foto della giornata: è bastato fermarci un’oretta per pranzo nella cittadina di Jilové u Prahy (sì, lo so: non fate commenti sui nomi e immaginate la fatica che faccio io per cercare di ricordarmeli) per trovarci al momento della ripartenza sotto giganteschi e minacciosi nuvoloni neri.

A dire la verità, la sosta di metà giornata è stata un po’ più lunga del previsto, ma per un buon motivo: Jan, il ragazzo che mi fa da guida in questo viaggio, è in realtà un archeologo. Che non solo conosce alla perfezione la storia (lunghissima!) di questi luoghi, ma ha anche collaborato con molte istituzioni museali della zona; tra cui il museo della cittadina (non me la fate riscrivere..), che siamo riusciti a visitare rapidamente. Un posto curioso e inaspettato, che ospita ad esempio una ricchissima esposizione dedicata ai trapper (gli escursionisti più duri e puri: immagino che questa attività in Cechia ha parecchi seguaci, ma non sono riuscita a capirne di più), ma anche reperti archeologici che testimoniano la lunghissima storia di questi luoghi, dal neolitico all’età del bronzo (tra cui un ago trovato proprio da Jan, che me lo ha indicato con l’orgoglio con cui si presenta il proprio primogenito), fino all’età del ferro.

Ma torniamo a noi: il tempo di dire “si sta rannuvolando” e ci siamo trovati sotto l’acqua, a secchiate, ovviamente in un punto distante da qualsiasi paese, pensilina di autobus, fattoria o qualsivoglia cosa sotto cui ripararsi. E a quel punto, quando sei ormai bagnata come un pulcino, non c’è molto che tu possa fare: tanto vale continuare a muoversi, almeno per non sentire il freddo; con il discutibile vantaggio, da questo punto di vista, di avere davanti a te un’altra consistente dose di salite.

Motivo per cui ho poco da raccontarvi di questa parte del percorso: si attraversano splendide foreste di abeti rossi (dove un capriolo ci ha attraversato la strada a pochi metri di distanza, osservandoci con tranquilla curiosità), minuscoli paesi, resti di antichi castelli; la rete di percorsi ciclabili “off-road” è ricchissima e articolata, ma anche sulle strade asfaltate – che avevo scelto di percorrere per non aggiungere il fango alle altre sfighe) in generale il rispetto degli automobilisti per chi pedala è notevole; i paesaggi morbidamente ondulati offrono scorci suggestivi, quando riesci ad avere un intervallo tra uno scroscio e l’altro.

Alla fine comunque ha smesso, pur continuando a tuonare minacciosamente, e questo ci ha consentito di arrivare a un orario ragionevole alla destinazione della giornata: la cittadina di Benešov, originariamente nata intorno a un grande monastero nell’XI (o XIII? Non sono sicura di aver capito…) secolo. Del monastero rimangono soltanto un paio di imponenti guglie finestrate, nel cuore del centro storico; costituito, per il resto, da uno strano mix di architetture tardo barocche, neo liberty e sovietiche, con accostamenti piuttosto stravaganti.

Domani si riparte. Ora della fine della cena il cielo si era pulito perfettamente ed era di un azzurro limpidissimo, ma ormai non mi fido più. Anche perché il programma – sempre “collinare” – prevede l’attraversamento di una zona dal cordiale soprannome di “Siberia ceca”. Preferisco non indagare oltre, e non farmi neppure troppe illusioni guardando il meteo: tanto lo scoprirò presto.

Vita da trapper. Non più scomoda di quella di in cicloturista, in certi giorni.

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Cechia

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