Quando tempo fa Aldo Ballerini, bravissimo giornalista, mi ha telefonato dicendomi che intendeva dedicarmi un capitolo del libro “La bici estrema” che stava scrivendo, per prima cosa ho controllato il calendario perché ero convinta che fosse il primo di aprile.
Invece no, mancavano molti mesi, e Aldo faceva su serio. Perché a quanto pare è proprio vero che la vita ha molta più fantasia di noi; e in tutta sincerità, per quanto mi riguarda le probabilità di essere inserita in un libro insieme a una serie di “mostri sacri” delle due ruote erano più o meno pari a quelle di comparire come modella sulla copertina di Vogue.
L’alta moda non mi ha voluto, ma il ciclismo invece sì: ed eccomi qui, a raccontare il nostro viaggio (mio e di Annita) dello scorso anno lungo la Via Francigena. Perché, come spiega l’autore del testo, ciò che rende un’impresa “estrema” non è un elemento assoluto, ma è soprattutto il rapporto tra ciò che si affronta e le proprie capacità. E da questo punto di vista direi che ci siamo in pieno.
Potrei dirvi che la cosa mi fa parecchio ridere e che un po’ mi imbarazza (giusto per dire, tra i miei compagni di bici estrema c’è gente come Vittorio “Abbombazza 100%” Brumotti o Giovanna Bonazzi, una signora veronese che nel 1995 ha stabilito un record di velocità in bici su neve a 158 km/h).
Ma la verità è che sono felice: perché non sono lì per qualche equivoco o per aver millantato meriti inesistenti, ma esattamente per l’idea che sta alla base di “Se ce l’ho fatta io”, che l’autore del libro spiega perfettamente in poche parole definendomi “una ‘tranquilla’ signora di mezza età capace di dimostrare che se sei rimasto sul divano è solo perché ti manca il coraggio”.
Anzi, ancor più che felice sono orgogliosissima, perché per una volta in vita mia mi trovo a essere di stimolo e di incoraggiamento per qualcun altro. E non perché abbia fatto qualcosa di impossibile, ma per il motivo opposto: non è necessario essere supereroi per seguire le proprie passioni, spesso basta solo provarci, per esempio salendo in bici e partendo per un viaggio.
Comunque, indipendentemente dal capitolo che mi riguarda e da questo mio piccolo sfoggio di vanità, datemi retta: compratevi ‘sto libro, leggetevelo e tenetelo a portata di mano per risfogliarlo ogni tanto, quando vi sembra di aver perso la carica e l’entusiasmo per le cose. Perché la serie di ritratti di personaggi straordinari, i loro racconti, la capacità di Aldo di farne emergere il carattere e la personalità, sono un’iniezione di energia allo stato puro; anche se si parla di imprese che a noi comuni mortali sono decisamente precluse. Quello che conta è che, alla fine della lettura, ti viene una voglia matta di uscire di casa e di metterti in movimento; per arrivare dove, sono affari tuoi. Ma in fin dei conti è la cosa meno importante di tutte.
Il libro “La bici estrema” fa parte della collana “La Bicicletta” di Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport. Lo potete richiedere in edicola oppure qui.