È ora di rimettersi in bici: mancano poco più di due mesi alla partenza di “Leonardo in bicicletta” e urge riabituarsi a pedalare, almeno abbastanza da far sì che le prime tappe non diventino una sofferenza.
Che poi, pedalare in sè è l’ultimo dei problemi: uno dei miei primissimi ricordi d’infanzia è l’agghiacciante complimento “che belle gambotte!!”. E, in effetti, la triste realtà è che con il passare dei decenni molte cose in me sono cambiate, ma le gambotte sono rimaste “otte”; c’è però un vantaggio non indifferente: sono pure piuttosto robuste. Il che significa che, tutto sommato, riesco ancora a pigiare sui pedali senza devastarmi.

Quello che mi devasta, invece, è il fondoschiena, per il quale ho perso ogni abitudine al sellino. La sensazione è che dopo varie ore in bici il mio deretano diventi di un materiale amorfo, che prende con una certa difficoltà la forma di ciò a cui si appoggia, e poi con altrettanta dolorosa difficoltà se ne distacca. Praticamente, un culo memory foam.
Comunque, oggi ho sconfitto i sensi di colpa (ho una quantità di lavoro da sbrigare, in questo periodo) e mi sono presa una giornata per un giro sola con la Poderosa. Non doveva essere un giro molto lungo, ma in realtà qualcosa ho sbagliato, qualcosa ho cambiato, e alla fine è saltato fuori un itinerario di 84 km: da Milano lungo la Martesana fino a Cassano d’Adda, e poi da lì seguendo la Muzza fino a Lodi (e il ritorno in treno). Un giro che non avevo mai fatto (e infatti sono anche riuscita a perdermi), che mi ha riservato un paio di belle sorprese: per primo il canale della Muzza, che chissà perché mi ero immaginata come una specie di fosso e invece è in canale ampio e maestoso, che in molti punti si allarga ulteriormente fino a formare quasi dei laghetti molto panoramici. La seconda sorpresa è stata Lodi, che (vergogna!) non avevo mai visitato, considerandola una cittadona insulsa in mezzo alla pianura; e invece ha una storia lunghissima, un centro vivace e accogliente, una grande e bellissima piazza su cui si affaccia un duomo davvero notevole. Giusto per ribadire, ancora una volta, che ci sono un sacco di tesori da scoprire a due passi (anzi, a due pedalate) da casa.


Io ve l’ho detto. E in più, le giornate stanno diventando sempre più lunghe e sempre meno fredde. Non avete più scuse: uscite e trovate il coraggio per fare qualcosa che non avete mai fatto, per vedere qualcosa che non avete mai visto. Vi prometto che ne vale la pena…