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SE CE L'HO FATTA IO

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Itinerari in bicicletta: gli imperdibili

7 giugno 2020 By Monica Nanetti

Bici-mania. Sabato pomeriggio, corso Garibaldi a Milano: davanti alla sede di uno degli storici negozi di biciclette la coda di persone per aggiustare o acquistare una due ruote arriva a metà isolato. Intanto, nel mio piccolo, almeno una o due volte al giorno mi arrivano mail o telefonate con richieste da amici e conoscenti, che possono essere riassunte con un “…e adesso, cosa faccio?”

La risposta, in sintesi, è nel detto “hai voluto la bicicletta? adesso pedala!”. Ma mi rendo conto che nella pratica non è poi così semplice, soprattutto quando ci si distacca dal semplice utilizzo quotidiano per andare al lavoro o a fare la spesa, e si inizia invece a pensare anche a gite e passeggiate “fuori porta”.

Quindi ho pensato di proporre un piccolo elenco di itinerari ciclistici per esordienti assoluti, insieme a qualche indicazione di base. In pratica “quello che avreste voluto sapere sulle passeggiate in bici ma non avete mai osato chiedere”. La lista comprende solo e unicamente giri da realizzare nell’arco della giornata (o anche meno), testati personalmente e alla portata di pedalatori con scarsa o nulla esperienza; dal momento che vivo qui, parlerò in specifico di passeggiate che hanno come fulcro Milano. Se poi qualcuno da altre città vorrà condividere i suoi itinerari preferiti, sarò ben contenta di metterli a disposizione di tutti… quindi scrivetemi!

Iniziamo con le domande più diffuse:

  • che tipo di bici mi serve? Per le passeggiate indicate qui sotto, va bene qualunque cosa: dalla bici da città con il cestone e senza cambio, fino alla mountain bike superfiga. Ovviamente, la soluzione migliore è una via di mezzo (una bici ragionevolmente comoda e leggera, con qualche rapporto per non faticare troppo sui cavalcavia), ma non è il caso di farsi scoraggiare se si ha solo a disposizione la vecchia bici recuperata dalla cantina;
  • che tipo di attrezzatura mi serve? Siamo sinceri: se anche vi portate dietro camere d’aria e attrezzi, non è detto che li sappiate poi usare (anzi). Quindi l’unica cosa che vi consiglio, è di infilare in borsa una bomboletta ripara-gonfiagomme per eventuali forature; in caso di problemi tecnici più rilevanti… impugnate il cellulare e valutate il da farsi. Unico altro accessorio consigliabile sono i pantaloncini con il fondello imbottito, che soprattutto se non siete abituati al sellino possono migliorare parecchio la vostra giornata. Ricordatevi anche una borraccia o bottiglia d’acqua, e pure un lucchetto per legare la bici quando, invece di bervi la robaccia tiepida che vi siete portati dietro, deciderete di fermarvi al bar e farvi una bella birra ghiacciata;
  • che distanza è ragionevole pensare di percorrere, alle prime esperienze? Dato che nei dintorni di Milano il problema delle salite non si pone, tenete conto che una quarantina di chilometri sono alla portata di chiunque; se ve la prendete con calma impiegandoci tutta la giornata, potete calcolarne tranquillamente anche 50/60.

Ed eccoci alla domanda fatale: “sì, vabbè, ma dove vado?” (sottointeso: per non rischiare di perdermi per la campagna e/o di essere stirata da un tir su un vialone a scorrimento veloce). La buona notizia è che, incredibilmente, Milano dispone di moltissimi percorsi per biciclette, piacevoli e rilassanti. Certo, l’offerta si dimezza se quei cojote di Trenord aboliscono il trasporto delle bici sui loro treni costringendo a fare andata-ritorno su ogni percorso; ma nella speranza che questo delirante provvedimento – preso solo un paio di giorni fa e di cui ho parlato qui – venga presto revocato, vi propongo anche qualche itinerario che prevede il rientro via treno: mi raccomando, però, al momento della partenza controllate che il servizio ci sia davvero. E veniamo ai “grandi classici” delle passeggiate in bicicletta per milanesi. Tenete conto che la maggior parte di questi si sviluppa lungo navigli e canali, il che rende quasi impossibile perdersi, perché basta seguire il corso d’acqua.

  1. Il Naviglio Martesana. La ciclabile parte letteralmente da centro città: da via San Marco si continua verso nord-est lungo tutto viale Melchiorre Gioia (utilizzando corsie ciclabili vere e proprie o i controviali) fino all’altezza di Cassina de’Pomm (dopo il numero civico 168, giusto per darvi un riferimento). Da qui, svoltando sulla destra, ha inizio la ciclopedonale che costeggia la Martesana e che potrete percorrere per quanto volete: la ciclovia, in realtà, continua poi lungo l’Adda fino ad arrivare a Lecco, dopo circa 80 km; poi però bisogna mettere in conto di rientrare in treno, e come dicevo sopra al momento c’è qualche difficoltà… Ma anche facendo un giro più breve potete vedere cose piacevolissime: in una ventina di km si arriva a Gorgonzola (quindi tra andata e ritorno sono 40 in tutto, più che ragionevoli); in circa 30 si raggiunge Cassano d’Adda, che ha un castello affacciato sul fiume e una spettacolare villa dei Borromeo; e se poi vi sentite in forma, con 40 km (80 in totale) potete raggiungere quel gioiello di Crespi d’Adda, villaggio operaio nominato sito Unesco. Tenete anche conto che per tutto il primo pezzo il percorso scorre parallelo alla linea 2 della metropolitana, quindi se siete stanchi potete caricare le vostre carabattole e tornarvene a casa in vagone.
  2. Il Naviglio Grande. Le alzaie sono una grande risorsa: partendo dalla darsena, si può piacevolmente proseguire a oltranza, o almeno fino ad Abbiategrasso, che è a una ventina di km di distanza. Da lì, se avete ancora voglia di proseguire, ci sono almeno due alternative principali. Prima possibilità: girate a sinistra seguendo il naviglio di Bereguardo, con la possibilità di arrivare dopo altri 5 km alla spettacolare Abbazia di Morimondo. Seconda possibilità: girate a destra superando un ponte, e continuate invece lungo il Naviglio Grande e poi lungo il Canale Villoresi: a una sessantina di km dalla partenza vi trovate sulla bellissima Diga del Panperduto, e 20 km dopo raggiungete Sesto Calende (da dove, Trenord permettendo, passano treni che arrivano a Milano).
  3. Il Naviglio Pavese. Vabbè, qui è facile: come dice il nome, il Naviglio Pavese arriva a Pavia e la sua alzaia è una comodissima pista ciclabile (lungo la quale, con una piccola deviazione, si può passare a visitare anche la bellissima Certosa). Il percorso è di poco più di 30 km, quindi fattibile anche in formula andata-ritorno (solito discorso sui treni…)
  4. Milano-Monza attraverso il Parco Nord. Questo percorso, invece, non segue corsi d’acqua se non per l’ultimissimo tratto lungo il Villoresi, ed è quindi necessario seguire con un po’ più di attenzione il tracciato (potete trovarlo per esempio qui). Si parte da Piazzale Maciachini, dove una comoda ciclabile a lato della superstrada conduce fino al Parco Nord e poi, attraverso Cinisello Balsamo e Muggiò, fino ai cancelli della Villa Reale. In totale, tra andare e tornare sono circa 40 km (più gli eventuali giri che vi vorrete concedere all’interno del parco di Monza).
  5. AbbracciaMI. Questo, di itinerario, confesso di non averlo testato integralmente, ma ve lo raccomando perché è un modo interessantissimo di vedere la città da un punto di vista inconsueto. Si tratta di un percorso circolare, tutto intorno all’area urbana di Milano, che nella sua totalità si sviluppa per circa 60 km e che può essere effettuato sia in  senso orario che antiorario. La cosa bella è che è estremamente modulabile: lungo il percorso si incrociano in più punti stazioni della metropolitana e in ogni caso, se ci si stanca, basta abbandonare il tracciato e girare verso il centro città per ritrovarsi in zone conosciute. Qui trovate informazioni e tracce, mentre la mia recente perlustrazione l’ho raccontata qui.

Vabbè, poi di possibilità ce ne sono ancora tantissime altre, e ci sono un sacco di siti che forniscono tracce e indicazioni (per esempio, su Bikeitalia si trovano sempre idee molto belle e “fattibili”). Il concetto è che non avete più scuse: è tutto molto facile, ed è alla vostra portata.

Quindi prendete la vostra bici, nuova o vecchia che sia, e iniziate a pedalare. Ci si vede in giro…

Filed Under: In bici

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