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SE CE L'HO FATTA IO

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Io e il National Geographic

2 maggio 2020 By Monica Nanetti

Quando ero piccola (diciamo all’inizio degli anni 70), ogni mese arrivava a casa mia con la posta una grossa busta di cartoncino giallo, stropicciata e piena di timbri, che veniva accolta con reverente entusiasmo.

Era la nostra copia del National Geographic, rivista all’epoca del tutto inesistente in Italia, di cui mio padre era riuscito – con non poche complicazioni, se avete presente i mezzi di comunicazione dell’epoca – a stipulare l’abbonamento.

Il numero del 1981 con l’edizione di Mount St.Helens mi ha ipnotizzato per settimane

Per tutti noi quella non era una rivista, era un mito. Credo che un po’ della mia passione per i viaggi sia nata proprio sfogliando quelle pagine, senza capire assolutamente nulla dei testi ma rimanendo incantata dalle foto straordinarie di luoghi che spesso non avevo mai neppure sentito nominare.

Non a caso, a mezzo secolo e sette traslochi di distanza, la collezione completa delle riviste è ancora a portata di mano nella mia libreria. Ed è diventata ancora più affascinante, con ritratti di luoghi e di popoli passati ormai dall’attualità alla storia.

Tutto questo per dire che il nome National Geographic ha per me un alone leggendario. Per questo la giornata di ieri – al netto dell’epidemia e di tutti gli annessi e connessi – ha avuto un sapore speciale, con qualcosa che non è stata proprio una sorpresa, ma quasi.

Perché, come molti sanno, i tempi dell’editoria sono spesso parecchio lunghi, così va a finire che quando qualcosa arriva a essere pubblicato, chi lo ha scritto si è già quasi dimenticato del lavoro fatto. Così ieri, quando l’editore con un whatsapp mi ha avvertito che era in edicola il volume a cui avevo lavorato mesi fa, confesso che mi sono fatta cogliere un po’ alla sprovvista. Non ci pensavo più, a quel lavoro, forse mi ero addirittura fatta l’idea che non sarebbe mai uscito… invece eccolo lì, con la sua brava locandina di lancio: il primo volume della collana dedicata ai cammini, realizzata da National Geographic e La Repubblica. Si inizia, inevitabilmente, con il cammino di Santiago.

Non ho scritto tutto io, ovviamente: la mia parte si è concentrata specificamente sul Cammino Portoghese, che ho testato di prima mano poco più di un anno fa. E a rendermi ancora più orgogliosa è il fatto che sono in compagnia di alcuni tra i più noti esperti italiani di cammini.

Ecco, volevo solo dirvi che vedere il mio nome su delle pagine “targate” National Geographic è stata una gioia e una soddisfazione molto particolare.

E già che ci sono volevo anche suggerirvi di comprarla, la collana (sono otto volumi, escono una volta al mese, ed è un consiglio disinteressato: non sono pagata a percentuale…). In questo periodo in cui non possiamo viaggiare fisicamente, possiamo però sognare e progettare: per essere ancora più pronti a partire, quando finalmente verrà il momento.

Eccoci in edicola

 

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