Sono partita, ma non sono ancora partita. Nel senso che stasera sono arrivata in Valtellina, in quel di Tirano, ma è stato solo uno spostamento in treno. Domattina salirò in sella alla Poderosa e inizierò davvero a pedalare.
Questo piccolo viaggio in solitaria è nato per caso, frutto di una serie di fortunate coincidenze. Era da un pezzo, infatti, che avevo adocchiato il Sentiero Valtellina, la lunga ciclovia che va da Colico a Bormio; ma non c’era mai il tempo per farla, e quando finalmente mi si sono decisa, Trenord ha pensato bene di tirare fuori il suo demenziale provvedimento di divieto di trasporto bici sui treni.
Negli ultimi giorni, però, le cose sono cambiate: alcuni convogli – identificabili secondo complicatissime cabale – ammettono le biciclette, se si ha la pazienza di studiare la giusta combinazione nella selva di orari, circolari, simbolini e precisazioni varie (doveroso inciso: la struttura Trenord e le persone che ci lavorano sono due cose ben distinte. E mentre con la prima ho il dente avvelenato, non posso che dire bene della capotreno e degli addetti che ho incontrato oggi, gentilissimi e pure imbarazzati per le deliranti norme a cui loro stessi devono attenersi).

Comunque, tornando alle belle coincidenze, alla risorta possibilità di prendere il treno si aggiunge il fatto che una coppia di amici che non vedo da tempo mi invita a una festa nella loro casa sul lago, a pochi km dal “capolinea” della ciclabile.
Non potevo non approfittarne: domattina partirò da Tirano, raggiunta in treno stasera, e percorrerò gli 80 km della parte “bassa” della ciclovia, arrivando (si spera) in tempo per la festa.
Dopo di che, domenica, chi vivrà vedrà: in qualche modo mi arrabatterò per tornare a Milano.
Quello che posso dire, intanto, è che Tirano è stata una bella sorpresa, per me che la consideravo solo il posto di interscambio con il trenino rosso del Bernina. Invece è una bella cittadina di fondovalle, vivace, piena di bei negozi e di bar e ristoranti dall’aria accogliente, con un centro storico ricco di palazzi d’epoca e, poco fuori dal centro, una basilica barocca del 1500.
Che poi, è una delle cose che mi piace di più del viaggiare in bicicletta: muoversi lentamente ti costringe a sostare in località che altrimenti attraverseresti in tutta fretta, e ti permette di scoprire piccoli grandi tesori a due passi da casa.

Domani vi racconto come è andata; le previsioni promettono pioggia (ma va??), però il gentilissimo proprietario del B&b dove dormo stanotte sostiene che secondo “la meteo” svizzera di saranno solo un po’ di nuvole, e che sono loro (gli svizzeri, intendo) a dare le indicazioni più affidabili.
Vedremo. Intanto mi godo questa piccola fuga solitaria da casa e lo strano e stuzzicante senso di libertà che l’accompagna.
Buona serata!
P.S. siamo a 450 metri di quota e ci sono circa 30 gradi. Secondo voi è un motivo sufficiente per evitare i pizzoccheri? Naaaaahh…