
Ieri raccontavo di quanto grazioso sia il centro storico di Bad Radkersburg. In realtà, avevo solo assaggiato una parte di ciò che questa località ha da offrire. In primo luogo perché mi sono resa conto solo questa mattina che ci troviamo proprio sulle rive del fiume Mur, lungo cui corre la frontiera con la Slovenia: basta superare un ponte di qualche decina di metri per arrivarci. E sempre lungo il fiume Mur si sviluppa una lunga e bella ciclovia, di cui ho percorso oggi una cinquantina di km.
Per individuare geograficamente il mio percorso, e in particolare per chi non avesse seguito le tappe precedenti, mi trovo in Austria, nella regione della Stiria (Steiermark in tedesco), nella zona chiamata Thermen- & Vulkanland. La ciclovia del Mur, in realtà, parte da molto più lontano: nel parco degli Alti Tauri, nei pressi di Salisburgo; da qui raggiunge Graz – il capoluogo della Stiria – e arriva poi nella zona che sto visitando, per spingersi successivamente oltre la frontiera e attraversare Slovenia, Ungheria e Croazia.
Restando in territorio austriaco, è sicuramente un itinerario da tenere presente se ci si vuole regalare un viaggio a pedali bello, vario, facile e rilassante. Il percorso, nella parte della Stiria, è quasi completamente pianeggiante e perfettamente segnalato (“R2 Murradweg”); e come ovunque in Austria, ci si muove in totale sicurezza e tranquillità, godendo del massimo rispetto da parte degli automobilisti.
Nella zona intorno a Bad Radkersburg il percorso alterna boschi e campagna, e riserva anche qualche sorpresa: come l’attraversamento di una risaia, che ti potresti aspettare a Vercelli ma non certo in piena Mitteleuropa. Questo strano elemento si deve a un imprenditore locale, che ha deciso una decina di anni fa di provare a produrre anche qui del riso; dopo anni di tentativi ed esperimenti, i risultati gli hanno dato ragione e adesso So Froehlich, la sua azienda, realizza una quantità di prodotti che includono anche pasta, farina, biscotti e persino whisky a base di riso: tutti in vendita, tra l’altro, in una casettina di legno a “libero servizio” dove si entra, ci si serve da soli e si lascia quanto dovuto in un’apposita cassettina (lo so che cosa state pensando: qui però funziona, e non verrebbe in mente a nessuno di andare via senza pagare).
E ci sono anche altre attrattive sul percorso, che attraversa un Parco della Biosfera Unesco: nei pressi di Mureck c’è una torre panoramica proprio lungo la ciclovia, affacciata sul fiume (devo essere sincera fino in fondo? Non ho avuto voglia di farmi tutti i gradini fino in cima, anche se il panorama dall’alto dev’essere bellissimo…). E poi ci sono un sacco di graziosi bar e ristorantini a disposizione del notevole traffico di pedalatori che transita da queste parti: citazione d’obbligo, sempre vicino a Mureck, è quella della terrazza sull’acqua accanto a un vecchio mulino fluviale (Schiffsmühle Mureck), dove gustarsi una birra e qualche piatto tipico in uno scenario davvero suggestivo.
A proposito di cucina locale: ho scoperto che la cosa di cui sono più fieri da queste parti è la zucca, di cui si vedono grandi coltivazioni. Ma mica per mangiarsela, se non in minima parte: a interessare, qui, sono quasi esclusivamente i semi, che si ritrovano praticamente dappertutto: nelle insalate, nei dolci, negli insaccati, sul formaggio, ma soprattutto sotto forma di olio, che ha un sapore caratteristico ed è un vero e proprio orgoglio locale.
Esaurita la sommaria descrizione del percorso, torniamo al motivo principale che mi ha attratto qui, all’estremo margine sud-occidentale del paese, in una zona ancora poco o nulla conosciuta in Italia, e di cui in particolare si ignora il fatto che sia una zona di località termali. Il che significa, come sto facendo io, che è possibile organizzarsi un viaggio decisamente godereccio: in cui si pedala per metà giornata e per il rimanente tempo ci si gode le spa di una delle sei stazioni termali che compongono il circondario del Thermen- & Vulkanland.
Bad Radkersburg ne è un esempio perfetto: come dicevo, ieri avevo visto solo una parte dei suoi punti di interesse. Perché, a poche centinaia di metri dalla città vecchia, si trovano le grandi terme, più volte premiate come eccellenza nazionale. Qui, pagando cifre assolutamente ragionevoli (l’ingresso base per l’intera giornata è 36 euro, che si riducono a 21 se si arriva dopo le 15.30) si può accedere a un enorme e verdissimo parco attrezzato con una quantità di piscine di acqua termale con idromassaggi, cascate, trampolini, aree relax, giochi per bambini; oltre a una sezione con saune dalle più diverse caratteristiche, e a un reparto che offre massaggi e trattamenti vari (specialità della casa: il massaggio fasciale, perfetto per i muscoli affaticati). E se si viaggia in bici, con il bagaglio ridotto all’osso, c’è anche la possibilità di noleggiare asciugamani e accappatoio.
Risultato: mi sento come nuova, o quasi. Mi è proprio dispiaciuto dover restituire la bici, perché ci sono molti altri percorsi da esplorare da queste parti (incluso un misterioso e nuovissimo “Amazon of Europe Bike Trail”) e altre terme da sperimentare. Ma domani si torna a casa. Non prima, però, di avere testato qualche altra sorprendente e godereccia attrazione del luogo: è un duro lavoro…
