• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

SE CE L'HO FATTA IO

Sogni. Ci provi. Ti piace. Ripeti.

  • L’idea
  • Chi sono
  • Viaggi
    • In bici
    • A piedi
    • Come capita
  • Progetti
  • Storie
  • Attrezzatura
  • Podcast
  • Libri & guide
    • “In bicicletta. L’Europa a due ruote” – National Geographic/White Star Editore
    • “La Via Francigena svizzera” – Morellini Editore
    • “Via Francigena for dummies” – Hoepli Editore
    • “Se ce l’ho fatta io” – Ultra Sport Editore
  • Parlano di noi
  • Contatti
You are here: Home / Viaggi / Il fascino degli argini

Il fascino degli argini

7 giugno 2018 By Monica Nanetti

Dopo le micidiali salite di ieri, oggi giornata decisamente più scorrevole, trascorsa in buona parte a pedalare sugli argini: di fiumi minori e canali sconosciuti prima, in riva all’Adige poi.

Quello di pedalare su stradine sopraelevate che costeggiano corsi d’acqua è un grande classico del viaggiare in bicicletta, ma non per questo smette di essere straordinariamente piacevole. Si procede in tutta tranquillità, osservando dall’alto i campi coltivati da una parte e il fiume dall’altra, in una specie di territorio sospeso da tutto: dal traffico, dai rumori, dalla scelta della direzione da prendere (tanto c’è il fiume a decidere). E così ci si astrae, si pensa, si chiacchiera, si canticchia (Lucio Battisti e Cochi & Renato tra i più gettonati); in breve, si libera la mente da un milione di faccende quotidiane, quasi fosse una meditazione in movimento.

Sull’onda di questa energia positiva, partiti da Lonigo siamo arrivati per ora di pranzo a Verona: splendida ma trafficatissima e piena di turisti, per cui – dopo aver mangiato l’ormai tradizionale insalatona di mezzogiorno – abbiamo deciso di proseguire per qualche decina di km.

Impresa non facilissima, perché nel primo tratto in uscita da Verona gli argini non esistono, così come non esiste un lungofiume propriamente detto: c’è solo uno stradello sterrato e sassoso, faticosissimo da fare con le bici e i borsoni, oppure la provinciale trafficatissima e piena di camion.

Comunque, non sto a tediarvi con troppi dettagli sul percorso (se vi interessa, chiedetemi direttamente): quel che conta è che questa sera dormiamo  pochi km da Lazise, ormai affacciati sul lago di Garda. A questo punto siamo in giro da abbastanza giorni a averne perso il conto preciso, e anche i km percorsi da stamattina perdono di interesse e utilità: direi circa 80, per un totale complessivo di 1300. Quel che conta è il piacere di gustarci la strada, e il fatto che il nostro itinerario lungo la Via Postumia (non certo il più diretto e veloce per raggiungere Milano) sembra destinato a riservarci ancora molte belle sorprese.

Domani, se tutto va bene, puntiamo a Mantova, nonostante il meteo preveda pioggia… ma che ci dobbiamo fare? Fino ad ora, in Italia, siamo sempre riusciti a schivarla (incluso oggi, in cui ha iniziato a piovere esattamente un minuto dopo il nostro ingresso in albergo); domani chissà. Anche da questo punto di vista stiamo diventando sempre più rilassati e fatalisti, in una trasformazione che coinvolge anche i più “milanesi” di noi.

Per il momento, quindi, buona notte. Appuntamento a domani!!

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Da Vienna a casa

Primary Sidebar

Iscriviti alla mia newsletter

Categorie

  • Progetti
  • Storie
  • Viaggi
    • A piedi
    • Come capita
    • In bici

Seguimi

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Sponsor

Cerca

Se ce l'ho fatta io - un progetto di Monica Nanetti - Privacy Policy