Se troverete qualche svarione o qualche incongruenza in questo post, la colpa non è mia ma del simpatico ristoratore del Coco Cafè di Rudiano (il piacevole paese dove ci siamo fermate questa sera dopo 97 km di pedalata), che al termine di una cena assolutamente eccellente mi ha pure offerto un bicchiere di Barolo chinato che ha provveduto a stroncarmi definitivamente.
Di fatto, la scoperta di luoghi piacevoli dove mangiare e dormire è una bella costante di questo viaggio: a cominciare dall’albergo di ieri sera, a Breno: Hotel Giardino, segnatevi questo nome perché è un posto bike-friendly, ha prezzi sensati, camere pulite e accoglienti, un ottimo ristorante ed è gestito da una cooperativa di ragazzi giovani e davvero in gamba, che propongono con legittimo “orgoglio camuno” il meglio della loro terra (la Val Camonica, per intenderci), e in più offrono lavoro a ragazzi rifugiati di molti Paesi stranieri, in una formula riuscitissima di integrazione (magari su questo è meglio non spargere la voce, visti alcuni precedenti…)
Sempre a proposito di Breno – un paesone sovrastato dalle rovine di un castello, che nel secolo scorso credo abbia conosciuto una certa notorietà come luogo di villeggiatura – un’interessante storia riguarda la stravagante (e piuttosto sinistra) villa che si erge nel centro del paese, in un surreale stile esotico-arabeggiante. Impossibile non notarla.
Questo delirio architettonico, abbiamo scoperto, si chiama Villa Gheza ed è stata costruita intorno al 1930 da un personaggio davvero interessante, tale Maffeo Gheza. Avvocato e imprenditore di successo, questo signore aveva una serie di strampalate manie, del tipo: non era mai andato al cinematografo in vita sua, né era mai uscito dai confini della Lombardia; e per tutta la sua vita, aveva consacrato le giornate di martedì e venerdì unicamente alla caccia al camoscio o alla coltivazione della terra. Insomma, un vero matto; ma anche un creativo, affascinato – nonostante la sua stanzialità – dall’architettura e dalle atmosfere esotiche, tanto da progettare da sé l’intera costruzione, fino alle scritte decorative sui muri esterni, con versi del Corano (?!) che si alternano a motti da lui stesso coniati sull’importanza dell’ impegno e dell’operosità. Un vero personaggio: in America ci avrebbero già fatto un film.
Tornando a noi, la giornata di oggi è trascorsa alla grande, in primo luogo perché all’asciutto: non solo non è mai piovuto, ma addirittura per qualche minuto abbiamo addirittura visto un timido raggio di sole.
Certo, qualche imprevisto c’è stato, ma sappiamo anche di chi è la colpa: arrivate a Darfo Boario, nei pressi di un ponticello ci ha attaccato bottone una coppia di simpatici vecchietti (gli unici su cui facciamo colpo, ma tralasciamo questo tema) che ci ha bombardato di domande un po’ su tutto. Tema principale, però, era: “come ve la cavate per problemi meccanici? E se vi si buca una gomma?”.
Risultato: dopo neanche 3 km, la Poderosa aveva la ruota posteriore a terra. Mannaggia a loro, che come si suol dire “ce l’hanno tirata”. Fortunatamente però eravamo ancora in paese, e con un ciclomeccanico a portata di mano. Il tempo di un caffè e la Poderosa era di nuovo a punto, con una bellissima camera d’aria antiforatura. Alla faccia dei due, che ripensandoci sembravano proprio i vecchietti del Muppet Show.
Comunque, parlando del percorso, il tratto di oggi è stato davvero spettacolare: si arriva fino al termine della Val Camonica e si costeggia tutta la sponda orientale del Lago d’Iseo, su una ciclabile (che credo ricavata dalla vecchia sede stradale) che in molti casi si snoda letteralmente a filo d’acqua. Ci sono anche alcuni tratti meno gradevoli, sulla provinciale che è piuttosto stretta, ma tutto sommato si tratta comunque di un tracciato tranquillo e paesaggisticamente davvero bello.
Terminato il lago d’Iseo (e sfuggite incolumi a preoccupanti nuvoloni neri) ci siamo trovate in Franciacorta, in piena campagna, attraversando campo coltivati e grandi fattorie… ed eccoci a Rudiano, paese di 6000 anime sorprendentemente curato e ben tenuto. Il totale dei km, alla fine del secondo giorno ammonta a 137.
Domani si punta alla bassa. Buona notte!