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Giornata di relax

3 ottobre 2019 By Monica Nanetti

Una gloria locale: i succhi di frutta Granini

Oggi giornata di lusso, da vere signore: ripartite per la seconda volta da Pontarlier, ci siamo rese conto che tutta la prima parte (una quindicina di km, fino a Les Fourgs) era più o meno uguale a quella percorsa l’altro ieri. Molto affascinante e panoramica, con una splendida vista sul castello e sulle rovine del vecchio forte, ma pure parecchio in salita e maledettamente faticosa: una volta va benissimo, ma due volte in tre giorni ci è sembrato decisamente eccessivo.

Così abbiamo pensato bene di prendere un comodo taxi e farci trasportare nel punto dove le due varianti si separavano, iniziando a camminare da lì: risultato, 13 km con meno di 200 metri di dislivello positivo, una vera passeggiata che ci ha permesso attraversare il confine tra Francia e Svizzera e di arrivare a destinazione, nella cittadina di Sainte Croix, per ora di pranzo, godendoci un piacevole pomeriggio di relax al sole.

Sara, le ciabatte e il letamaio

Intendiamoci, a ora di pranzo per modo di dire: essendo l’una passata, come al solito i locali erano già tutti sbarrati; e come ieri, la nostra salvezza è venuta dal kebabbaro del posto (a quanto pare ce n’è uno in ogni villaggio svizzero, anche nei più sperduti) che ci ha permesso di riempirci la pancia, e pure di contenere la spesa; elemento quest’ultimo non trascurabile, dal momento che in Svizzera i prezzi sono parecchio alti ed è bene attuare qualche strategia di contenimento. Anche per la cena, il “fuso alimentare” si fa sentire: stasera ci è stato detto di presentarci non più tardi delle 19, e credo che abbiano anche fatto uno sforzo in virtù della nostra provenienza estera. Da quanto ho visto, al ristorante ci si mette a tavola a partire dalle 17.30.

Tornando alle nostre vicende di oggi, è stata una camminata molto piacevole, ma non priva di qualche problema. Dopo poche decine di metri, Sara inizia ad avere male a un piede. “Tranquilla – rispondo io dopo aver consultato attentamente il gps – da qui in avanti per parecchi km è strada pianeggiante, tutt’al più sterrata, ma non dovrebbero esserci sentieri fangosi”. Così Sara si è tolta gli scarponcini, li ha legati allo zaino ed ha proseguito il calzini e ciabattone Birkenstock, in stile “tedesco in vacanza”. Peccato, però, per un dettaglio: la strada era effettivamente una carrozzabile, ma a un certo punto attraversava il cortile di un allevatore di bestiame dove, evidentemente, parecchie mucche avevano soggiornato parecchio a lungo. In pratica, c’era da attraversare un autentico letamaio; e un paio di ciabatte aperte non sono esattamente il tipo di calzature che ti augureresti di avere ai piedi in un simile frangente.

Superato questo momento topico (“almeno porta fortuna”, ci siamo dette), resta il fatto che qui in Svizzera sembra di essere entrate nel paese delle fate: tutto è davvero lindo e pulito, tutto è ordinato, i cartelli della segnaletica sono chiari e completi. Lungo il cammino, abbiamo trovato addirittura un casottino pieno di specialità locali (marmellate, verdure sottolio, miele, uova fresche), incustodito e in regime di auto-pagamento: sembrava un po’ il regno degli gnomi.

Da queste parti gli umarell guardano all’insù

Anche le persone sono straordinariamente accoglienti: tutti ti salutano, o addirittura si fermano con la loro auto per chiederti dove stai andando e darti indicazioni sul percorso. In più, Sainte Croix è un paese in posizione straordinaria, arroccato sulle ultime alture dello Jura e affacciato sulla pianura sottostante, con il panorama delle cime innevate delle Alpi a chiudere l’orizzonte. Stanotte dormiamo in un B&B un po’ fuori paese, nella amena località di Les Replants, tra casette con giardino e prati fioriti (anche se fa un freddo cane, per dirla tutta).

Domani puntiamo a Orbe, e il tempo pare essere meno clemente. Ma noi siamo fiduciose, come al solito.

 

 

Filed Under: A piedi, Viaggi

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