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SE CE L'HO FATTA IO

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Foto, emozioni e ricordi

1 novembre 2019 By Monica Nanetti

Me le ero un po’ dimenticate, le foto scattate due anni fa durante quel primo viaggio in bici lungo la Via Francigena che ha dato vita a tutto il progetto “Se ce l’ho fatta io”. Ma l’altro giorno c’era una buona occasione per ritirare fuori i cartoni con le stampe degli ingrandimenti: perché dovevamo scegliere, insieme ai simpatici ed energici responsabili della Biblioteca Comunale Villa Burba di Rho, le immagini per la mostra che sarà allestita nelle loro bellissime sale, e che verrà inaugurata il prossimo 16 novembre (a proposito: chi pensa che le biblioteche e i bibliotecari siano noiosi, farà meglio a ricredersi!).

26 06 17 – tappa 1 – da Aosta a Forte di Bard

Ve lo dico per tempo così vi potete organizzare, perché se siete in zona sarà davvero una bella serata: ci troviamo alle 17.30, chiacchieriamo di viaggi, di foto, di libri insieme a Franz Rossi, e alla fine festeggiamo anche con un aperitivo in compagnia (trovate tutti i dettagli qui).

Uno dei motivi per cui ci tengo particolarmente è che questa mostra è piuttosto speciale, rispetto a quelle già allestite in passato: a differenza degli altri posti, infatti, in questo caso lo spazio a disposizione è molto più ampio e mi dà quindi la possibilità di esporre un numero molto maggiore di foto, la maggior parte delle quali non sono riuscite a trovare spazio nelle precedenti occasioni e non sono quindi mai state esposte in pubblico.

Non sta a me, ovviamente, dire se sono belle oppure no. Ma una cosa posso dirla per certo: che rivederle tutte insieme, una dopo l’altra, è stata un’emozione forte, un po’ come rivivere tappa dopo tappa quel viaggio fantastico. Certo, ci sono stati altri giri bellissimi, interessanti, divertenti; ma quel misto di sensazioni così intense (leggerezza, libertà, allegria, incoscienza, ma anche un pizzico di paura e di smarrimento) è una magia difficile da replicare completamente.

06 06 17 tappa 11 – da Monteriggioni a Buonconvento

C’entra sicuramente il fascino della “prima volta”, ma riflettendoci ho capito che ci sono anche molte altre componenti, la prima delle quali è un certo tipo di spontaneità. Partire senza sapere quando si arriverà (e forse neanche dove si arriverà), affrontare un giorno dopo l’altro improvvisando e adattandosi alle circostanze, modificare i piani secondo l’estro del momento e i suggerimenti che arrivano lungo la strada: sono queste le componenti che rendono l’esperienza di viaggio così intensa e così unica. Un atteggiamento, un modo di interpretare il viaggio che richiede però come condizione essenziale quella di non tentare di organizzare, programmare e pianificare nulla, se non il minimo indispensabile per riuscire almeno a partire. E invece, paradossalmente, la tentazione c’è sempre: pensando di migliorare, di ottimizzare, di rendere tutto più pratico, si finisce con l’imbrigliare l’esperienza all’interno di binari più stretti. In altri termini, a poco a poco e quasi senza accorgersene ci si ritrova a sacrificare lo stimolante brivido dell’imprevisto sull’altare di una rassicurante efficienza. Lasciarsi andare affidandosi al flusso degli eventi è una cosa che fa sempre un po’ paura, e mi sono resa conto che inconsciamente ho spesso la tendenza a “barare”, a cercare di tenere le cose sotto controllo anche quando apparentemente non è così.

10 06 17 tappa 15 – da Montefiascone a Sutri

Insomma, improvvisare è un’arte non facile da apprendere e tantomeno da conservare nel tempo. Ma ci sto lavorando, e sono già impegnata a progettare in questa diversa ottica il viaggio in bici della prossima primavera, che presto vi inizierò a raccontare. Nel frattempo spero davvero che abbiate occasione di vedere le foto esposte a Villa Burba (non so bene per quanto tempo staranno esposte, ma sicuramente per alcune settimane) e che possiate assorbire anche voi, guardando le foto, un po’ dell’energia che quel percorso ha saputo regalarmi.

Parleremo anche di questo il 16, facilitati dal fatto che buon Franz è un amico di vecchia data, con cui è facile scherzare, raccontare e condividere la passione per questo tipo di esperienze. Quindi vi aspetto a Rho, a Villa Burba (Corso Europa, 291): poi non dite che non ve l’ho detto per tempo!

Filed Under: Progetti

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