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SE CE L'HO FATTA IO

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Festa!!!

5 ottobre 2017 By Monica Nanetti

Che serata, e che spettacolo, e che fortuna. Fortuna perché il caso ha voluto che la mia seconda sera a Yangon coincidesse con una festa locale, di cui peraltro non sono riuscita a capire il nome: qualcosa di buddista, credo, e soprattutto qualcosa che ha a che fare con le lanterne.

Fatto sta che stasera a downtown (una meraviglia di decadente quartiere coloniale che vi racconto un’altra volta) le case erano tutte addobbate conluci colorate, e nelle principali vie si svolgeva il più gigantesco festival di strada che mi sia mai capitato di vedere. Migliaia e migliaia di persone (e in totale due sole occidentali, mia figlia ed io), chilometri di bancarelle di ogni tipo: cibo di strada di ogni foggia, colore e odore (inclusi padelloni di scarafaggi fritti); chiromanti e indovini; enormi pitoni domestici; tatuatori da strada e tanto altro ancora. Una cagnara rumorosa, allegra e serena, sotto un cielo finalmente limpido con una spettacolare luna piena.

Ma a colpire di più erano gli intrattenimenti da luna park, o meglio, la loro assoluta povertà di mezzi: il tirassegno, tanto per dire, aveva come bersaglio dei pacchetti di sigarette messi in piedi; e ciò che si sparava era semplicemente un elastico teso tra le dita della mano, come si faceva a scuola mirando al coppino di quello seduto davanti. E poi, la cosa più sorprendente: una ruota panoramica tutt’altro che piccola (almeno venti metri di altezza, forse anche di più), mossa unicamente a energia umana: una decina di ragazzi in infradito che si arrampicavano tra i raggi della ruota, agilissimi e perfettamente sincronizzati, e si lasciavano penzolare facendo da contrappesi umani; la spiegazione a parole rende poco, ma guardate qui quei pochi secondi di filmato che ho girato per avere una piccola idea di quello che stavano facendo.

C’è casino, c’è sporco, c’è un pestifero clima caldo e umido, c’è molta ma molta povertà; però da queste parti c’è anche un fascino e una magia davvero fuori dal comune.

Per ora da Yangon è tutto. Ta-ta! (Arrivederci in birmano)

Filed Under: Come capita, Viaggi Tagged With: Birmania, Myanmar

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