Cose che si imparano andando in bicicletta: se il tuo percorso è sterrato, non basta che smetta di piovere: devi fare anche i conti con il fango.
Questa mattina, a Lonigo, dopo una notte di violenti acquazzoni ha miracolosamente smesso qualche minuto prima che ci mettessimo in marcia, permettendoci di raggiungere Peschiera incolumi.
Da qui, però, partono due strade; quella più canonica, tranquilla e asfaltata (la ciclovia del Mincio), e quella tracciata dalla Via Postumia, che fa un giro più largo e si addentra in viottoli in salita in mezzo ai boschi. Inutile dire che abbiamo scelto la seconda, nonostante Giovanni passi buona parte del tempo a inveire contro il nostro itinerario (“quella postumia di tua sorella” è il nuovo insulto che si è inventato) e contro di me che ce l’ho trascinato; scherza, ovviamente…almeno, credo.

E in effetti i primi 10 km sono stati disastrosi: fango, salite, pantano e addirittura un guado hanno messo a dura prova noi e le nostre bici. E così, una volta scesi a Monzambano, abbiamo preferito proseguire per la ciclovia asfaltata. Bellissima, ma con un grave difetto: non ci sono quasi posti dove fermarsi a mangiare lungo il tragitto. E così, verso le due del pomeriggio siamo arrivati a Mantova, accaldati e affamati come lupi.
Meno male che Mantova è una splendida e accogliente città, e ci siamo goduti il pomeriggio andando a spasso come “veri” turisti.

Altro, per stasera, non ho la forza di raccontarvelo perché mi si chiudono gli occhi dal sonno.
Domani abbiamo in programma di raggiungere Sabbioneta, dopo un’altra sessantina di km.
A presto!!